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Vacanze scolastiche
Festività: diritto di tutti

Capodanno_cineseRosh Hashanah e Kippur, la festività indiana del Diwali, quella islamica dell’Eid al-Adha e il Capodanno lunare, che si festeggia in gran parte dell’Asia. Dal prossimo anno scolastico saranno tutti giorni di vacanza per gli studenti della Contea di Howard, nel Maryland, dopo che il suo Comitato per l’Istruzione ha stabilito nelle scorse ore all’unanimità di aggiungere le altre festività religiose al calendario che già comprendeva quelle ebraiche.
Una decisione che deriva dalle pressioni arrivate dalle comunità hidu, islamica e cinese della regione, che comprende quartieri periferici di Washington e Baltimora. Il Comitato si è trovato dunque di fronte a due possibilità: eliminare anche le festività ebraiche dai giorni di vacanza, oppure aggiungerne altri. La scelta è stata quindi dettata dalla volontà di maggiore apertura nei confronti delle minoranze della Contea, i cui studenti si vedono garantita la possibilità di passare del tempo con le loro famiglie nei giorni sacri alle loro religioni, ma anche da quella di trovare un equilibrio tra il principio dell’uguaglianza e le istanze organizzative e legali da rispettare. Il nuovo calendario sarà in vigore per l’anno 2016-2017, mentre il sistema scolastico continuerà a esaminare la questione. È infatti stato annunciato che si prevede di realizzare un sondaggio e di analizzare le valutazioni degli addetti ai lavori per implementare la risoluzione.
Le feste di Rosh Hashanah e Kippur sono giorni di vacanza per studenti e personale delle scuole della Contea di Howard dal 1979. Al tempo la misura fu adottata non solo per venire incontro a sensibilità religiose e culturali, ma anche perché si registrava un assenteismo che toccava il 12 percento. L’opzione di eliminarli non è dunque stata contemplata dal Comitato, ha spiegato al Washington Post Ann De Lacy: “Credo che le due feste ebraiche si debbano festeggiare, così come quelle musulmane, il Diwali e il Capodanno lunare e che se dobbiamo dare debba essere a tutti o a nessuno”.

Francesca Matalon

(19 febbraio 2016)