legalità – Spegnere la pirateria

pirateria online“Il valore dell’industria creativa in Italia produce 47 miliardi di euro, pari al 2,9 per cento del Pil. Sono impiegati nel settore quasi un milione di addetti, la stragrande maggioranza è composta da giovani tra i 15 e i 30 anni. Bisogna insegnare ai giovani del futuro e del presente l’utilizzo lecito dei prodotti che si trovano nella rete”. A spiegarlo, l’avvocato Maria Grazia Maxia, Presidente della Federazione Autori e Consigliere di Sorveglianza SIAE. Nelle parole di Maxia, le premesse del progetto “Non ‘spegnere’ la musica, rispetta il diritto d’autore”, attraverso cui la Federazione Autori ha deciso di rivolgersi direttamente alle scuole per sensibilizzare i più giovani, fruitori delle opere dell’ingegno, a rispettare le regole. “La tutela del diritto d’autore e la lotta all’illegalità devono muoversi innanzitutto educando i giovani utilizzatori e promuovendo l’offerta legale della musica on line. – ha dichiarato la presidente della Federazione Autori, promotrice dell’iniziativa Non spegnere la musica, che da marzo ha coinvolto scuole di Milano, Cagliari, Roma, Pistoia, Matera – Il controllo dei comportamenti illeciti in rete deve essere accompagnato da una educazione alla legalità diffusa in modo capillare nei ragazzi, che devono conoscere i comportamenti da evitare perché dannosi per i lavoratori creativi, per la nostra economia e per la cultura popolare che rischia di essere fortemente compromessa dalla pirateria in rete”.
Nel 2014, stando alla stima dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), il danno economico causato all’industria musicale dalla pirateria informatica ammontava a 170 milioni di euro, il 5,2% di tutte le vendite. 57 milioni sono riferiti al supporto fisico (CD, vinili ecc..) e 113 milioni riguardano il mercato digitale. Il Sole 24 Ore riportava poi a fine 2015 i dati presentati da
Federico Bagnoli Rossi, Segretario generale della Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, nata, spiegava il quotidiano, nel 1988 per tutelare i produttori dell’intera filiera audiovisiva , prima dalle videocassette pirata e oggi dal modo del “download illegale”): “la pirateria audio e video si “mangia” ogni anno 500 milioni di euro di fatturato e, dal 2008, ha fatto venir meno 600mila posti di lavoro legale”, sottolineava il quotidiano di confindustria, riportando i dati di Bagnoli Rossi. E ancora: “2 studenti su 3 vedono, via web, almeno una volta al mese, un contenuti illegale, il 50% è convinto che la pirateria non faccia danni e il 54% dei nuovi film al cinema è già in versione “pirata” a 3 giorni dall’uscita nelle sale (il 31% il giorno stesso)”. Da qui l’obiettivo, concentrato sulla musica ma allargabile a tutto il settore legato ai diritti d’autore, dell’iniziativa della Siae di educare i giovani a rispettare le regole online. “La cultura può essere protetta con la legalità – ha evidenziato in un convegno il compositore e presidente della Commissione musica della Siae, Mario Lavezzi – un libro o una canzone sembrano ormai di tutti, ma non è così. La realizzazione di un cd è un processo economico, non dà lavoro solo agli artisti ma c’è un indotto che nessuno considera. Non possiamo perdere un diritto fondamentale”.

Daniel Reichel

(10 giugno 2016)