Netanyahu verso Washington:
“Trump vuole l’accordo di pace”

Schermata 2017-02-13 alle 13.50.43Grande attesa attorno al primo incontro tra il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Presidente Usa Donald Trump previsto per il 15 febbraio a Washington. Prima di partire, Netanyahu ha sottolineato ai suoi ministri che Trump ha sin da subito chiarito la sua posizione sulla questione palestinese: il presidente Usa, ha dichiarato il Premier durante il gabinetto di sicurezza tenutosi ieri, è determinato a portare avanti un accordo di pace tra israeliani e palestinesi. “Dobbiamo cercare di evitare in ogni modo uno scontro con lui”, ha ribadito alla maggioranza di governo Netanyahu, in viaggio in queste ore verso gli Usa. Secondo una fonte ufficiale riportata dai media israeliani, nel corso della prima conversazione tra i due leader – che hanno sempre espresso stima reciproca – Netanyahu ha affermato di appoggiare la soluzione dei due Stati ma sostenuto che i palestinesi non vogliono raggiungere un accordo, spiegando in modo dettagliato il perché non sia possibile arrivare a un accordo nell’attuale situazione. “Loro (i palestinesi) – la risposta di Trump, secondo le ricostruzioni giornalistiche – faranno delle concessioni”. Il primo ministro israeliano avrebbe rivelato il contenuto di questa conversazione – che risale ai giorni dell’insediamento di Trump – dopo che nel corso della riunione di gabinetto i ministri dell’Educazione Naftali Bennett e della Giustizia Ayelet Shaked (del partito Habayt HaYehudi) gli avevano fatto pressione per chiedere al presidente Usa di togliere dal tavolo l’opzione dei due Stati.
“Netanyahu è impegnato in una battaglia complicata con Bennett e con i ministri più a destra del Likud. Questo gruppo vede l’elezione di Trump come un’opportunità per l’annessione della Cisgiordania. – scrive Nahum Barnea, decano dei giornalisti israeliani, su Yedioth Ahronoth – Netanyahu teme l’annessione, e non meno di quest’ultima, teme che Bennett guadagni politicamente. È immerso nello status quo e ha bisogno di un presidente americano che lo sostenga”.
Se sul fronte israeliano, Netanyahu guarda dunque agli equilibri interni alla sua maggioranza, preoccupano le notizie che arrivano dalla Striscia di Gaza: il nuovo leader di Hamas, il gruppo terroristico che controlla la Striscia, sarà infatti Yahya Sanwar, esponente dell’ala militare del movimento. Sanwar andrà a sostituire l’attuale capo di Hamas Ismail Haniyeh che invece si candida a guidare l’intera organizzazione alle prossime elezioni. Il sostituito di Haniyeh era tra i palestinesi che sono stati liberati nell’ottobre del 2011 in cambio del rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit. Su Sanwar pendeva un ergastolo comminato nel 1989 per aver assassinato alcuni palestinesi sospettati di collaborare con le autorità israeliane. La sua nomina alla guida di Hamas a Gaza rappresenta il consolidarsi preoccupante dell’ala militare del gruppo terroristico. Secondo il giornale Haaretz, “i palestinesi che si sono incontrati con Sanwar lo descrivono come un estremista, anche nel contesto della sua organizzazione, e come qualcuno che parla in termini apocalittici di una guerra perpetua con Israele”.

d.r.

(13 febbraio 2017)