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Israele verso le elezioni
“Prioritario difendere
il sogno sionista”

della pergolaSu queste pagine, dopo dieci anni di collaborazione, ha smesso di scrivere perché “dopo gli ultimi straordinari sviluppi politici, per onestà dovrei passare tutto il mio tempo a criticare e stigmatizzare i comportamenti e le responsabilità del Primo ministro di Israele, il cui ruolo e la cui presenza mi paiono deleteri per il futuro del Paese. E questo francamente non è ciò che ci si attende di leggere sulla stampa ebraica”. Non ha cambiato opinione il professor Sergio Della Pergola, demografo di fama e apprezzato analista politico. Non gli chiediamo chi vincerà ma che cosa chiede al prossimo governo d’Israele. “La priorità è che lo Stato d’Israele viva, che il progetto sionista prosegua come l’avevano pensato i padri fondatori”. Per Della Pergola questo sogno è in pericolo, il nazionalismo spinto, la personalizzazione esasperata, la retorica del nemico interno, stanno erodendo gradualmente la democrazia israeliana dal di dentro. “Serve un cambiamento radicale”. Eppure il professore è consapevole che una parte consistente degli israeliani non la pensa come lui e non vede questo pericolo. “Vige l’idea del squadra vincente non si cambia. E c’è del vero: Israele è un’economia florida, può contare sull’appoggio incondizionato del presidente Usa Donald Trump, ma quando questo finirà, perché finirà, cosa accadrà?”. Israele, prosegue il demografo, ha davanti a sé sfide vitali, non solo la minaccia iraniana ma anche la questione palestinese connessa al tema della demografia. Sostenitore della Soluzione dei due Stati, Della Pergola ha più volte ricordato che senza uno Stato palestinese, Israele si troverebbe a dover assorbire milioni di palestinesi e quindi a dover fare i conti con un paese con una maggioranza ebraica in bilico. E di conseguenza con un’identità ebraica in bilico. E, come detto, “la priorità è che il sogno sionista viva”. Per il professore è però desolante che il dibattito politico pre-elezioni si sia ridotto a parlare “di legalizzazione della marijuana (battaglia di un partito di destra radicale guidato da Moshe Feiglin) e del presunto hackeraggio da parte degli iraniani del telefonino di Benny Gantz”. “Dobbiamo decidere che cosa vogliamo che sia lo Stato d’Israele. Ora assomiglia sempre più a un regime di veline, in cui una fazione politica legge e recita pedissequamente le veline del leader”.

d.r.