Israele verso le elezioni
“Più deterrenza
contro il terrore”

Schermata 2019-04-04 alle 12.39.10La questione sicurezza, il costo della vita e il problema della scarsità di alloggi. Sono questi i temi fondamentali in gioco alle elezioni secondo il rabbino Tzemach Roei Uliel, 34 anni, emissario del movimento Chabad Lubavitch nel quartiere di Abu Tor a Gerusalemme. “Prima di ogni cosa bisogna tenere a mente i temi legati alla sicurezza – sottolinea Uliel – Dobbiamo ricordare che esiste per i cittadini di Israele un pericolo esistenziale che si manifesta nel quotidiano, nelle sfide complesse che provengono dalla Siria, da Hezbollah e dagli iraniani, ma anche dai palestinesi che sono intorno a noi e in mezzo a noi”. Secondo il rabbino è necessario in questo senso agire su due fronti: “Da un lato rafforzare la deterrenza, introducendo la pena di morte per i terroristi e bloccando i loro stipendi (quelli destinati alle loro famiglie da parte dei governi palestinesi, ndr), dall’altro preoccuparsi dei bisogni umanitari dalla popolazione palestinese in Giudea e Samaria, tenendo presente che ci sono due milioni e mezzo di persone che vivono in una situazione non semplice, senza però compromettere la nostra sicurezza”.
Sulla campagna elettorale Uliel è critico, sostenendo che si sia raggiunto il livello più basso di sempre, mentre denuncia quello che secondo la sua visione è “un grave danno alla democrazia” causato dal “potere giudiziario che controlla lo Stato e il governo eletto per portare avanti la propria agenda”.
“Per quanto riguarda i risultati delle elezioni com’è noto i chassidim Chabad non appartengono ad alcun partito, ma il Rebbe (Menachem Mendel Schneerson, leader del movimento fino al 1994 e tuttora considerato il suo punto di riferimento, ndr) ha espresso con forza un parere secondo cui le concessioni territoriali non portano la pace e che non si debba rinunciare ad alcun lembo della terra di Israele, perché facendolo si metterebbero a rischio vite umane.
Pertanto la mia preferenza va chiaramente alle forze che sostengono questo tipo di posizioni” spiega ancora, concludendo: “La cosa importante però è che noi continuiamo a sperare ed aspettare l’arrivo del Messia, che possa divenire capo del governo e realizzare ciò che dice il versetto ‘Ho dato pace in questa terra’ (Levitico 26:6 ndr)”.

r.t.