Gantz: “Pronto a compromessi
per evitare terze elezioni”

Schermata 2019-11-11 alle 14.09.42Un ultimatum in diretta tv. A lanciarlo, il leader di Yisrael Beytenu Avigdor Lieberman che nelle scorse ore ha mandato un doppio messaggio ai due grandi contendenti dell’arena politica israeliana, Benny Gantz e Benjamin Netanyahu, in occasione di un’intervista televisiva. Lieberman, affinché si arrivi a un governo di unità nazionale, ha infatti chiesto a Netanyahu di abbandonare i partner del suo blocco (la destra nazionalreligiosa e i due partiti haredi) e a Gantz di accettare che Netanyahu sia il primo in una rotazione tra i due della premiership. In caso uno dei due rifiuti, Lieberman ha minacciato di dare all’altro il suo appoggio. Il problema è che è un ultimatum un po’ debole perché non prende in considerazione il rifiuto di entrambi, ma porta comunque Lieberman nuovamente al centro degli equilibri. Non è un caso se in queste ore è arrivata un’apertura da parte di Gantz (a cui al momento è affidato l’incarico di formare il governo): il leader di Kachol Lavan ha detto che il suo partito è disposto a scendere a compromessi sulle proprie richieste (la più significativa è il no a Netanyahu primo in rotazione) se questo eviterà una terza elezione in meno di un anno. “Come sapete, Avigdor Lieberman si è avvicinato a me e mi ha chiesto di incontrarci per discutere lo schema che aveva proposto per stabilire un governo di unità”, ha dichiarato Gantz. “Ascolteremo Lieberman, prenderemo in considerazione alcuni compromessi, purché siano correlati alla nostra visione del mondo e servano lo Stato di Israele”. “Vogliamo lavorare per un governo ampio che esprima la volontà della maggioranza. – ha aggiunto il leader di Kachol Lavan – Un governo che rispetterà e servirà anche le minoranze – tutti”.
Netanyahu che ha dovuto rispondere anche alle critiche del nipote di Yitzhak Rabin, Yonatan Ben Artzi che in occasione di una cerimonia per il nonno al Monte Herzl aveva chiesto al Premier uscente di farsi da parte. “Questo è il momento di assumersi le proprie responsabilità, di dare l’esempio – le parole di Ben Arzi durante la cerimonia annuale in memoria di Rabin – Se c’è una macchia sulla tua figura, fatti da parte, allontanati, abbandona i tuoi ruoli”. Ben Artzi ha poi portato l’esempio del nonno, dimessosi da Primo ministro nel 1977 quando si scoprì che lui e la moglie avevano mantenuto dei conti bancari aperti in precedenza a Washington. Per la legge israeliana si trattava di un illecito e la coppia fu multata. “
“Anche se credeva di essere la persona giusta per guidare [il paese], decise di assumersi la responsabilità personale e di dimettersi – le parole del nipote rivolte a Netanyahu – Fece una dolorosa concessione personale, per il bene della democrazia israeliana, in modo che non fosse macchiata”. “Con mio rammarico, – la risposta di Netanyahu – anche quest’anno c’è stato chi ha deciso di sfruttare il servizio commemorativo di Stato per evidenti e vergognosi attacchi politici, che più di ogni altra cosa danneggiano la memoria di Yitzhak Rabin”.

dr