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Israele, la risposta alla crisi sanitaria
al centro delle trattative per il governo

Yaakov Litzman netanyahuIl coronavirus si inserisce ancora una volta in Israele nelle trattative per la formazione di un governo di unità nazionale. Se la pandemia – e i suoi effetti sulla società israeliana – ha portato Benny Gantz, leader di Kachol Lavan, a rimangiarsi molte promesse elettorali e aprire a un esecutivo con l’avversario Benjamin Netanyahu, ora il virus crea una nuova distanza tra i due. Netanyahu infatti, Primo ministro in carica, ha annunciato che entrerà in quarantena insieme ai suoi più stretti consiglieri dopo che una di loro è risultata positiva al Covid-19. “Anche prima che l’indagine epidemiologica sia finita e per rimuovere ogni dubbio, il Primo ministro ha deciso che lui e il suo staff rimarranno in isolamento fino a quando l’indagine non sarà completata, e secondo i risultati, il ministero della Salute e il medico personale del primo ministro fisseranno un giorno per porre fine all’isolamento”, ha annunciato una nota dell’ufficio del Premier. E intanto proseguono i negoziati di coalizione tra Likud e Kachol Lavan – tema che sarà al centro del Pilpul di questa sera, l’approfondimento curato dalla redazione UCEI sui canali Facebook UCEI e Pagine Ebraiche – , con il partito centrista che avrebbe deciso di rinunciare al ministero degli Esteri, in cambio del portafoglio sulla Sanità.
Il ministero è attualmente detenuto dal leader del partito haredi YaHadut HaTorah Yaakov Litzman, alleato politico chiave di Netanyahu (nell’immagine i due insieme alla Knesset). Proprio Litzman è stato messo in discussione da alcuni medici di alto profilo, che nelle scorse ore hanno inviato una lettera a Netanyahu e Gantz per chiederne la sostituzione. A non convincerli, la gestione dell’emergenza coronavirus da parte di Litzman: “Non abbiamo nulla contro il ministro della Salute uscente Litzman e abbiamo grande rispetto per lui – ha detto il professor Yoram Kluger, capo di chirurgia dell’ospedale Rambam a ynet – Ma, alla luce del disastroso sistema sanitario dello stato di Israele e di un’emergenza della portata di una pandemia, gli operatori sanitari non possono più accettare di essere messi da parte da altre considerazioni. Nella lettera, scrive il quotidiano online, si afferma che l’attuale crisi sanitaria ha colto il sistema sanitario israeliano nel suo momento più difficile a causa di anni di gestione negligente da parte del governo. “Il sistema sanitario è giudicato dalla qualità dell’assistenza, rappresentata dal lavoro dei medici e del personale medico – e non dalle infrastrutture, dal personale o dalla pianificazione. Tutte le carenze che abbiamo chiesto di colmare”, scrivono i medici, che richiamano anche il recente rapporto del Controllore dello Stato, in cui si sottolineavano i problemi derivanti dall’incuria del governo. “Nonostante gli sforzi per far fronte alle esigenze, queste sono solamente aumentate con i nuovi ospedali che si trovano alla periferia del Paese, che offrono cure inferiori, mentre Israele accumulava ritardo rispetto al resto del mondo nella qualità dell’assistenza e mentre la medicina privata poteva prosperare a spese dei servizi sanitari pubblici”.