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La crisi e l’Italia ebraica,
Israele si mobilita

“La famiglia non lascia mai nessuno indietro”. È con questo slogan che negli scorsi giorni è stata lanciata in Israele un’iniziativa per raccogliere fondi per le famiglie che si trovano in difficoltà economiche a causa dell’emergenza sociosanitaria. La raccolta fondi online è promossa da Ha’ruach Ha’Israelit (Spirit of Israel) in collaborazione con l’Agenzia Ebraica e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ed è nata su iniziativa spontanea di varie personalità che in passato hanno ricevuto aiuto dal nostro paese “e si sono fatte avanti per sostenere l’ebraismo italiano”.
I promotori della raccolta fondi – rilanciata anche con il sostegno di una delle emittenti israeliane più importanti, il Canale 12 – sottolineano come l’Italia sia uno dei paesi più duramente colpiti dal coronavirus. “Il numero di famiglie ebraiche bisognose in Italia è cresciuto in modo significativo a causa della crisi – evidenziano i promotori – Il nostro primo obiettivo è quello di rafforzare le istituzioni assistenziali delle comunità ebraiche nella loro capacità di aiutare chi ne ha bisogno. L’ebraismo italiano è sempre stato al fianco dello Stato di Israele, e ora è arrivato il nostro momento di aiutarlo”. Aprendo un filo diretto con l’UCEI e con i segretari generali di diverse comunità, da Roma a Milano, l’obiettivo della raccolta fondi è di fornire aiuti sia alle singole famiglie sia alle strutture dell’ebraismo italiano, sostenendo le scuole, le sinagoghe, i centri ebraici “che formano il cuore pulsante della comunità”.
Sulla piattaforma Charidy, dove è presentata l’iniziativa, si spiega come le donazioni seguiranno un processo trasparente e come “tutte le decisioni e le relazioni saranno pubblicate sul sito web di Ha’ruach HaIsraelit”.
“Sorelle e fratelli in Italia, posso assicurarvi che faremo di tutto per aiutarvi. Un forte abbraccio da Israele”, le parole della giornalista Yonit Levy nel rilanciare, durante il notiziario quotidiano del Canale 12, la raccolta fondi. Già centinaia le persone che hanno aderito e donato, molte lasciando un messaggio di incoraggiamento diretto all’Italia ebraica. Da un semplice “forza!” a chi ringrazia gli ebrei italiani “per aver salvato mio padre nel 1967 a Tripoli” o per “avermi accolto così calorosamente a Milano, questo è il mio piccolo ringraziamento”. E ancora, “alla comunità di Torino, da dove è arrivato mio nonno!”. Tante piccole e grandi testimonianze di solidarietà, che raccontano del profondo legame tra Israele e l’ebraismo italiano.