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Germania, Israele e gli interrogativi
sul piano di annessione

La Germania, oltre ad essere il paese più influente dell’Unione europea, è anche una delle nazioni considerate più vicine a Israele. Sotto la guida della cancelliera Angela Merkel i rapporti si sono ulteriormente consolidati e i segnali che arrivano da Berlino sono tenuti in grande considerazione a Gerusalemme. Ed è alla luce di questa premessa che bisogna leggere l’importanza della visita odierna del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas in Israele. Primo viaggio fuori dall’Europa da inizio pandemia, il capo della diplomazia tedesca ha scelto Gerusalemme come prima meta per conoscere il suo alter ego Gabi Ashkenazi ma anche per capire quale è il piano del governo israeliano rispetto all’annessione di alcuni territori della Cisgiordania. “Molte persone in Israele – e anche nell’Unione Europea – sono preoccupate per gli attuali sviluppi del processo di pace in Medio Oriente e per i possibili piani di annessione”, ha detto Maas alla vigilia della sua visita. “La Germania rimane impegnata per raggiungere l’obiettivo di una soluzione negoziata a due Stati. Parleremo anche di questo e sottolineo che siamo pronti a sostenere tutte le iniziative per rilanciare i colloqui tra israeliani e palestinesi”. Secondo i media israeliani il ministro tedesco ha apertamente criticato la scelta di procedere con l’annessione annunciata dal Premier Benjamin Netanyahu ma non ha chiarito quale potrebbe essere la reazione di Germania o Europa in merito. Per parte sua, il capo della diplomazia israeliana, l’ex generale Ashkenazi, ha spiegato che Israele procederà con il piano di pace Trump. “Ci sono attualmente significative opportunità regionali, in particolare l’iniziativa di pace del presidente Trump. Si tratta di una pietra miliare importante per la regione, e rappresenta un’opportunità significativa. Il piano – le parole di Ashkenazi – sarà perseguito responsabilmente, in pieno coordinamento con gli Stati Uniti, pur mantenendo gli accordi di pace e gli interessi strategici di Israele. Intendiamo farlo in un dialogo con i nostri vicini. Israele vuole la pace e la sicurezza”.
Dopo l’incontro con Ashkenazi, Maas si consulterà anche con il Primo ministro Netanyahu e il ministro della Difesa Benny Gantz, riporta ynet. Successivamente, si recherà nella vicina Giordania per incontrare i diplomatici del re Abdullah II e tenere una conferenza telefonica con i leader palestinesi.
Secondo Noa Landau, giornalista di Haaretz, le dichiarazioni di Netanyahu sull’annessione – prevista a partire dal 1° luglio – hanno messo Berlino “in un grande dilemma. Il 1° luglio la Germania assumerà la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea e la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Questi due ruoli richiederanno ai tedeschi di scegliere tra la loro fedeltà al diritto internazionale e alle risoluzioni dell’ONU, da un lato, e il loro impegno storico nei confronti di Israele, dall’altro”.