moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Israele spera di riaprire i cieli al turismo
ma teme la seconda ondata del virus

Il Primo di agosto potrebbe essere la data in cui ripartiranno regolarmente i voli da e per Israele. Lo ha annunciato in queste ore il Premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un incontro a Gerusalemme con il collega greco Kyriakos Mitsotakis. “Stiamo valutando la possibilità di riaprire al turismo, nel qual caso Grecia e Cipro saranno in testa” ha sottolineato Netanyahu. Per il momento però i voli commerciali sono chiusi e all’aeroporto Ben Gurion sono atterrati pochi voli per riportare in patria cittadini israeliani rimasti all’estero. Le dichiarazioni di Netanyahu sembrano dunque spostare ulteriormente in là la data di apertura completa dei cieli israeliani: da metà luglio ai primi di agosto. Ma la situazione, ha affermato lo stesso Premier, è in divenire. Molto dipenderà dal numero di contagi che saranno registrati in queste settimane.
E le affermazioni degli esperti su questo fronte non rassicurano: secondo la responsabile dei servizi sanitari pubblici del ministero della Salute, Siegal Sadetzki, il numero crescente di nuovi casi di coronavirus in Israele – 216 nuovi casi nelle ultime 24 ore – sembra indicare l’inizio di una seconda ondata della malattia. “Da un periodo di tre settimane in cui vedevamo venti nuovi pazienti al giorno, e le cose sembravano migliorare, ora stiamo gradualmente aumentando. A ben vedere, sembra l’inizio di una nuova ondata”, le sue parole riportate dai media israeliani. Sadetzki, come già altri suoi colleghi in precedenza, ha avvertito che dietro all’aumento dei contagi c’è il mancato rispetto delle misure volte a prevenire la diffusione del virus. “Il tema principale oggi è … fino a che punto siamo determinati a seguire le regole della distanza sociale, delle mascherine, dell’igiene”, afferma Sadetzki. “Mi spiace dirvelo, ma senza tutto questo, la malattia ritorna”.
In Israele attualmente sono 3.598 i casi di contagio da Covid-19, con 36 persone in gravi condizioni, di cui 27 pazienti con problemi respiratori, e 302 vittime totali.