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“Scuole e riaperture,
l’Italia guarda a Israele”

“Dover riaprire le scuole è poco ma sicuro. Dobbiamo però stare attenti perché il rischio può essere ciò che sta accadendo in Israele, dove i giovani si contagiano fuori dalla scuola, in occasioni di raduni, feste, movida, poi vanno a scuola e contaminano tutta la classe. Motivo per il quale adesso gli israeliani chiudono ogni singolo istituto quando emerge un caso o un inizio di focolaio. Certo, così non è facile”. Le parole del direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, Walter Ricciardi, nominato nel febbraio scorso Consigliere del ministero della Salute per i rapporti con le istituzioni sanitarie internazionali per l’emergenza Covid-19. “Bisogna quindi studiare soluzioni adeguate ed essere pronti. Dobbiamo riaprire ma tutelando la salute del personale docente e degli studenti ma soprattutto dei genitori e dei nonni dei ragazzi”, ha affermato Ricciardi nelle scorse ore, presentando il rapporto Osservasalute 2019.
Israele dunque sotto osservazione: dopo esser stato un esempio dal punto di vista del contenimento del coronavirus, il paese sta vivendo in questi giorni una preoccupante risalita dei contagi. Nelle ultime 24 ore sono il ministero della Salute israeliano ha registrato 420 nuovi casi e il governo sta pensando di riattivare il tracciamento gestito dai servizi di intelligence interna dello Shin Bet.