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Tel Aviv-Abu Dhabi, un volo nella storia

Un nuovo importante passo verso la normalizzazione dei rapporti tra Israele ed Emirati Arabi Uniti è stato fatto in queste ore. Per la prima volta un aereo commerciale battente bandiera israeliana è partito da Tel Aviv per atterrare ad Abu Dhabi. A bordo, le delegazioni d’Israele e Stati Uniti che saranno protagoniste di una due giorni di colloqui con gli emissari degli Emirati per mettere a punto dettagli e aspetti dell’intesa di normalizzazione. “Questo è un volo storico, e ci auguriamo che sia l’inizio di un viaggio ancora più storico per il Medio Oriente e non solo”, ha dichiarato prima della partenza da Tel Aviv, davanti a una platea di giornalisti, Jared Kushner, genero del Presidente Trump e incaricato dalla Casa Bianca di occuparsi del Medio Oriente. Tra coloro che più stanno spingendo per avvicinare Israele al mondo arabo, Kushner ha aggiunto di aver “pregato al Muro Occidentale che musulmani e arabi di tutto il mondo possano guardare questo volo, e riconoscere che siamo tutti figli di Dio e che il futuro non deve essere predeterminato dal passato. Credo che tanta pace e prosperità siano possibili in questa regione e in tutto il mondo”. Kushner, così come il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, sostiene che per i paesi arabi è arrivato il momento di superare il veto su Israele legato al processo di pace con i palestinesi e aprire a una nuova fase di dialogo. Abu Dhabi ha seguito questa strada, diventando il terzo paese arabo a riconoscere Israele dopo Egitto e Giordania, con cui sono stati siglati dei veri e propri trattati di pace nel 1977 e nel 1994. Washington e Gerusalemme sperano che l’apertura degli Emirati Arabi Uniti abbia un effetto domino e coinvolga gli altri paesi dell’area. Per il momento, seppur i giornalisti israeliani si siano lanciati in molte previsioni, nessuno Stato ha formalmente dato segnali chiari in questo senso ma rimane l’importanza della data odierna. “Un volo storico”, lo ha definito Netanyahu, importante non solo per la meta ma anche per il tragitto: per la prima volta l’Arabia Saudita ha infatti concesso ufficialmente a un aereo israeliano di sorvolare i suoi cieli. In poco più di tre ore così l’ampia delegazione ha potuto raggiungere Abu Dhabi. “Sono entusiasta e orgoglioso di guidare la delegazione israeliana ad Abu Dhabi. Il nostro obiettivo – ha dichiarato il capo del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano Meir Ben-Shabbat – è quello di formulare un piano comune per promuovere le relazioni nei settori della sanità, dell’aviazione, dell’innovazione, della scienza e della tecnologia”. L’area militare, punto molto delicato, sarà toccato nel corso di futuri colloqui specifici. L’accordo includerà la creazione di ambasciate e lo scambio di ambasciatori, investimenti nell’economia israeliana, commercio, voli diretti tra Tel Aviv e Abu Dhabi, un investimento negli sforzi israeliani per sviluppare un vaccino contro il coronavirus e la cooperazione in materia di energia e acqua. Questi colloqui rappresentano “una reale speranza di pace dopo anni di lavoro per posare le infrastrutture politiche e diplomatiche”, il commento del ministro della Difesa Benny Gantz prima dello storico volo. Per il Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Robert O’Brian “altri paesi arabi e musulmani seguiranno presto l’esempio degli Emirati Arabi Uniti e normalizzeranno le relazioni con Israele”. O’Brian ha spiegato che grazie all’accordo, “i musulmani che desidereranno pregare nella moschea di Al-Aqsa potranno volare da Abu Dhabi a Tel Aviv, dove saranno accolti”. Il Consigliere alla sicurezza Usa ha inoltre aggiunto, in merito ai palestinesi, che Trump continua ad essere impegnato per una soluzione di due stati. I palestinesi in realtà sono per il momento usciti di scena: Ramallah ha chiuso ogni porta con Washington dopo la presentazione del Piano Trump per risolvere il conflitto con gli israeliani e la normalizzazione dei rapporti annunciata dagli Emirati è stata vissuta come un tradimento. I palestinesi contavano sul fatto che i paesi arabi abbiano sempre dichiarato che ogni intesa con Israele era subordinata a una pace stabile con i palestinesi. Con il volo Tel Aviv Abu Dhabi questo dogma è entrato in crisi e con esso la leadership palestinese. “Per troppo tempo i palestinesi hanno posto il veto sulla pace tra Israele e il mondo arabo. Se dobbiamo aspettarli aspetteremo per sempre”, ha dichiarato Netanyahu in conferenza stampa con Kushner, emarginando Ramallah dal gioco dei grandi. Una porta aperta l’ha invece lasciata lo stesso Kushner: “Quando (i palestinesi) saranno pronti a fare la pace, ora hanno l’opportunità di farla”.