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Israele ed Emirati Arabi Uniti, l’intesa
valorizza anche la Memoria

La politica internazionale in questo momento è l’unica a regalare buone notizie a Israele. Sul fronte interno infatti, il governo di Gerusalemme con ogni probabilità estenderà il lockdown nazionale fino al 18 ottobre a causa del numero elevato di contagi da coronavirus. La situazione degli ospedali è ancora sotto controllo, ma la pressione legata al numero di malati sta mettendo a dura prova il sistema sanitario.
E così gli israeliani guardano all’estero per avere qualche notizia che dia fiducia. In particolare alla Germania. Qui, in queste ore, si sta consolidando il percorso costruito dalla diplomazia israeliana con il mondo arabo. Nel segno dello storico accordo siglato il 15 settembre scorso a Washington, il ministro degli Esteri Gabi Ashkenazi ha infatti incontrato a Berlino il collega degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Su iniziativa del capo della diplomazia di Abu Dhabi, il primo incontro si è tenuto al Memoriale della Shoah di Berlino. “Una foto storica”, hanno commentato i media israeliani in riferimento all’immagine (in alto) che ritrae Ashkenazi, bin Zayed Al Nahyan e il ministro degli Esteri Heiko Maas, insieme nel luogo che commemora il genocidio degli ebrei d’Europa. “Never again”, il significativo “mai più” scritto in inglese dal rappresentante emiratino nel messaggio lasciato in arabo sul libro del Memoriale della Shoah. Accanto, scritto in ebraico, il messaggio del collega israeliano. Un’altra immagine forte di questo nuovo cammino intrapreso da Israele assieme agli Emirati Arabi Uniti, della possibilità di costruire un Medio Oriente diverso.

“Il coraggioso accordo di pace” tra i due Paesi è “la prima buona notizia dal Medio Oriente dopo tanto tempo, e allo stesso tempo un’opportunità per un nuovo passo nel dialogo tra Israele e i palestinesi”, il commento del ministro degli Esteri tedesco Haas, che si è detto onorato di poter ospitare il primo storico incontro tra Ashkenazi e Al Nahyan. “Coraggio e fiducia” sono gli elementi di cui c’è bisogno nel processo di pace in Medio Oriente, ha aggiunto Maas. “Dobbiamo cogliere questa opportunità, e la Germania e l’Europa vogliono aiutare. Spero che Berlino possa offrire una buona cornice per discutere ulteriori passi su questa strada”.