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“Italia e Israele, solida amicizia”

Una collaborazione rinnovata tra Italia e Israele, un comune auspicio che gli Accordi di Abramo aprano a negoziati diretti con i palestinesi e la richiesta di Gerusalemme che Roma riconosca Hezbollah come organizzazione terroristica. Sono tre dei punti cardine nel confronto in queste ore tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e l’omologo israeliano Gabi Ashkenazi. I due ministri hanno firmato a Gerusalemme il rinnovo delle intese tra i rispettivi paesi nei settori dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport. “Italia e Israele hanno un rapporto profondo che si fonda sulla condivisione di valori comuni e si alimenta anche del continuo forte impegno italiano nella lotta contro ogni forma di antisemitismo. Abbiamo un patrimonio di amicizie di cui andare fieri e da sviluppare ulteriormente”, le parole di Di Maio, nel corso della conferenza congiunta tenuta con Ashkenazi. Il capo della Farnesina, che in agenda incontri con il Primo ministro Benjamin Netanyahu, con il Presidente Reuven Rivlin, il ministro della Difesa Benny Ashkenazi e il capo dell’opposizione Yair Lapid, ha parlato di “grande soddisfazione” per la firma odierna di “un protocollo in ambito culturale e scientifico, valido per i prossimi tre anni che ci consentirà nuove sinergie in materia di ricerca, istruzione, cooperazione scientifica e tecnologica”. Di Maio, che in apertura ha inviato un messaggio di solidarietà alla Francia dopo l’attacco compiuto a Nizza, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con Israele in diversi campi.
“Abbiamo aggiornato il ministro Di Maio sulle collaborazioni strategiche avviate grazie agli accordi di normalizzazione con Emirati Arabi Uniti, Barhein e Sudan. – ha spiegato Ashkenazi – Siamo in una nuova era per il Medio Oriente, trasformato dagli Accordi di Abramo in una zona di collaborazione, di cooperazione e stabilità”. E su questa intesa, ha aggiunto il ministro israeliano, potrebbe innescarsi il rinnovo “delle discussioni dirette con i palestinesi per portare qui la pace duratura. La leadership palestinese purtroppo continua a rifiutare questa occasione. Faccio nuovamente appello ai leader palestinesi di tornare a un negoziato diretto senza precondizioni, la porta per questi colloqui è aperta”. Rivolgendosi poi a Di Maio, per la prima volta in Israele nelle vesti di ministro degli Esteri, Ashkenazi ha fatto appello affinché nella sua imminente visita a Ramallah, il capo della diplomazia italiana si faccia portatore di questo messaggio. Da parte d’Israele è arrivata poi anche una richiesta ufficiale al governo italiano di seguire l’esempio di altri paesi europei e riconoscere il movimento libanese di Hezbollah come gruppo terroristico. Riconoscendo il ruolo della missione Unifil in Libano – missione a guida italiana -, Ashkenazi ha fatto appello al collega italiano affinché Roma metta nella lista nera Hezbollah e collabori nel contrastare l’aggressività di chi finanzia il movimento libanese, l’Iran. “L’aggressività dell’Iran è una minaccia per l’Europa e per tutto il mondo”, ha dichiarato il ministro israeliano.
Sul tema della situazione in Medio Oriente, Di Maio ha ribadito l’appoggio di Roma agli accordi di Abramo. “La loro firma – ha detto Di Maio – rappresenta un contributo positivo verso la pace e la stabilità in Medio Oriente. Il progressivo avvicinamento del mondo arabo ad Israele contribuirà alla stabilità regionale e al riconoscimento del diritto di Israele di esistere in sicurezza. Questo è un punto cardinale della nostra politica estera in Medio Oriente”. “Auspichiamo che dagli Accordi di Abramo possa derivare una spinta al rilancio del processo di pace con il riavvio dei negoziati diretti fra israeliani e palestinesi, – ha aggiunto Di Maio – con la prospettiva di una soluzione a due Stati che sia giusta, sostenibile e praticabile”.
Nel suo discorso, il capo della Farnesina ha ricordato poi come proprio in queste ore l’azienda
Snam – società di infrastrutture energetiche – sia entrata nel mercato israeliano con l’avvio di nuove collaborazioni nella transizione energetica, in particolare nella mobilità sostenibile a gas naturale, biometano e idrogeno e nelle nuove tecnologie di produzione dell’idrogeno verde. La società ha firmato oggi tre accordi di cooperazione con aziende israeliane.

Daniel Reichel