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Prima di Biden, nuove sanzioni all’Iran
Il piano dell’amministrazione Trump

Nelle dieci settimane che mancano all’insediamento di Joe Biden alla presidenza Usa, l’amministrazione Trump ha in calendario di imporre una lunga lista di sanzioni all’Iran. Il piano è promosso dalla Casa Bianca in coordinamento con Israele e con gli Stati del Golfo e l’obiettivo, spiega il sito israeliano Wallanews, è quello di rendere più difficile un ritorno da parte di Biden all’accordo nucleare con Teheran siglato, all’epoca, della presidenza Obama. Il timore di Gerusalemme è che la prossima amministrazione Usa allenti la pressione sull’Iran e questo rafforzi il regime degli Ayatollah nella sua aggressiva politica in Medio Oriente. “L’obiettivo è quello di imporre il maggior numero possibile di sanzioni all’Iran entro il 20 gennaio”, ha detto una fonte israeliana a Wallanews. E un alto funzionario arabo ha aggiunto che il tentativo dell’amministrazione Trump è “quello di imporre sanzioni che Biden non sia in grado di rimuovere”. Per questo, aggiunge il giornalista diplomatico Barak Ravid, ad essere colpiti dalle sanzioni saranno il programma di missili balistici dell’Iran, la sua assistenza alle organizzazioni terroristiche in diverse parti del mondo e le sue costanti violazioni dei diritti umani. Imporre sanzioni su queste violazioni troverebbe un maggior consenso e, allo stesso tempo, sarà più difficile giustificarne la rimozione. Del piano stanno discutendo in queste ore i vertici della politica israeliana, dal Premier Benjamin Netanyahu al ministro della Difesa Benny Gantz, con l’inviato dell’amministrazione Trump per l’Iran, Elliott Abrams, arrivato in visita in Israele. La prossima settimana sarà il turno del Segretario di Stato Usa Mike Pompeo (nell’immagine con Netanyahu durante una visita nel 2019), che dovrebbe fare tappa sia a Gerusalemme sia nei paesi del Golfo. Sul tavolo, sempre l’offensiva anti-Iran. Intanto lo scontro con il regime di Teheran è a tutto campo ed è arrivato anche sui social network, con la risposta dello stesso Pompeo a un tweet del leader iraniano Ali Khamenei. “La situazione negli Stati Uniti e ciò che essi stessi dicono delle loro elezioni è uno spettacolo! Questo è un esempio della brutta faccia della democrazia liberale negli Stati Uniti”, le parole di Khamenei. “Indipendentemente dal risultato, una cosa è assolutamente chiara, il definitivo declino politico, civile e morale del regime USA”, la lezione della guida del regime che opprime milioni di iraniani. “Lei ha rubato personalmente centinaia di milioni di dollari alla sua gente. Le vostre elezioni sono una barzelletta, con centinaia di candidati squalificati ancor prima di poter correre. Oggi la vostra gente muore di fame perché spendete miliardi in guerre per procura per proteggere la vostra cleptocrazia.- la replica di Pompeo – L’America è e rimarrà la più grande nazione di tutta la storia dell’umanità”.