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Rotoli del Mar Morto, in una grotta
la nuova storica scoperta

Per arrivare nella “Grotta dell’Orrore”, nel deserto della Giudea, bisogna calarsi per decine di metri. E sotto, lo strapiombo è ancora più profondo. “Quando esci, guardi giù e vedi 180 metri di vuoto. E altri 80 metri sopra di te… Ti sale una paura spaventosa” il racconto di Amir Ganor, direttore del progetto di scavo nelle Grotte del Mar Morto della Israel Antiquities Authority. La sua squadra ha lavorato in questo luogo impervio, portando alla luce alcune storiche scoperte. In particolare, dei frammenti dei celebri Rotoli del Mar Morto: antichissimi manoscritti biblici rinvenuti per la prima volta settant’anni fa nelle grotte attorno al wadi di Qumran e databili tra il 150 a.e.v e il 70 e.v. I frammenti di pergamena appena scoperti sono traduzioni in greco dei libri di Zaccaria e Nahum dal Libro dei dodici profeti minori. Solo il nome di Dio è scritto in ebraico nei testi. Il ritrovamento comprende anche alcune monete rare e vecchie di millenni, uno scheletro di bambino di 6mila anni fa – probabilmente femminile, mummificato in un pezzo di stoffa – e un grande cesto risalente a oltre 10mila anni fa, che gli specialisti ritengono possa essere il più antico del mondo. “La squadra del deserto ha dimostrato un coraggio eccezionale, dedizione e devozione, calandosi nelle grotte situate tra il cielo e la terra, scavando e setacciando, sopportando una polvere densa e soffocante, e tornando con doni di incommensurabile valore per l’umanità”, ha dichiarato Israel Hasson, direttore dell’Israel Antiquities Authority. Per il direttore generale del ministero di Gerusalemme e del Patrimonio, Avi Cohen, parte del progetto di scavo, “i frammenti dei Rotoli, le monete e gli ulteriori reperti del periodo del Secondo Tempio trovati in questo progetto unico attestano il legame inseparabile tra le attività culturali ebraiche e il nostro posto in questa terra”. Gli esperti ritengono che i manufatti siano stati stati nascosti nella grotta durante la rivolta di Bar Kochba contro Roma – durante il regno dell’imperatore Adriano – tra il 132 e il 136 e.v. La stessa Grotta degli Orrori, evidenzia Haaretz, si chiama così per un ritrovamento legato alla rivolta di Bar Kochba. Nell’antro infatti negli anni ’50 gli archeologi trovarono gli scheletri di 40 uomini, donne e bambini che avevano cercato rifugio dopo l’insurrezione contro i romani.


“Resti di un accampamento romano furono trovati in cima alla scogliera su cui si trova la grotta. La mancanza di segni di violenza sugli scheletri ha portato gli archeologi a suggerire che i romani assediarono semplicemente la grotta fino a quando i ribelli all’interno morirono di sete o di fame”, ricorda il quotidiano. All’emittente Kan, Amir Ganor racconta invece la prima scoperta nella Grotta, che si pensava oramai vuota. “Sentivamo di aver relativamente esaurito il lavoro nell’area, e abbiamo deciso di avviinarsi verso l’ingresso. Poi Hagai, uno dei nostri ragazzi, ha pulito una zona che eravamo sicuri fosse moderna, non pensavamo affatto che ci fossero reperti. Improvvisamente ha gridato ‘Ho trovato una moneta!’ Siamo corsi tutti, ci siamo entusiasmati e abbiamo scattato delle foto. Due minuti dopo è apparsa un’altra moneta e un’altra ancora. In cinque minuti abbiamo tirato fuori 16 monete”. E poi il lavoro è proseguito scoprendo gli altri reperti.
Il progetto, avviato nel 2017, fa parte di un impegno delle autorità israeliane nel difendere questo patrimonio dai continui saccheggi. “I frammenti di pergamena appena scoperti sono un campanello d’allarme per lo stato. Devono essere stanziate risorse per il completamento di questa operazione dal valore storico. Dobbiamo assicurarci di recuperare tutti i reperti che non sono ancora stati scoperti nelle grotte prima che lo facciano i ladri”, il monito del direttore dell’Israel Antiquities Authority.

dr

(Nell’immagine, la squadra dell’Israel Antiquities Authority e il ritrovamento del cesto di 10mila anni fa)