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Da Sanremo a Gerusalemme,
la Conferenza che ha fatto storia

“La Conferenza di Sanremo è una importante pietra miliare nella realizzazione della visione sionista, nel ristabilimento della sovranità del popolo d’Israele nella Terra d’Israele. Ricordo come da bambino guardavo la bandiera britannica sventolare sugli edifici del governo mandatario a Gerusalemme, e sognavo il giorno in cui sarebbe stata la bandiera bianca e azzurra, quella con la Stella di Davide a ergersi lì. Come dice il Salmo: ‘Ci sembrava di sognare’”. Così il Presidente d’Israele Reuven Rivlin nel suo messaggio inviato nel corso dell’iniziativa organizzata dall’ambasciata israeliana in Italia e dedicata all’anniversario della Conferenza di Sanremo. Una celebrazione andata in onda in diretta su Rai Due (qui per rivedere lo speciale) per ricordare i 101 anni dell’evento che, nella cornice della città ligure, rappresentò un passaggio chiave per la nascita dello Stato. “101 anni dopo Sanremo, la promessa del Sionismo continua a essere realizzata. Da ogni punto di vista, lo Stato ebraico è una straordinaria storia di successo. Israele è forte, vivace e fiorente”; le parole del Primo ministro Benjamin Netanyahu per l’occasione.
A ricostruire il percorso che portò alla Conferenza di Sanremo, l’ambasciatore d’Israele a Roma Dror Eydar. “Nel febbraio 1919, alla Conferenza di Parigi, il leader del movimento sionista, Haim Weizmann, non chiese alcun territorio, se non la Terra biblica di Israele. – il racconto di Eydar – Nell’aprile dell’anno successivo le Potenze alleate, riunite nuovamente a Sanremo, riconobbero agli ebrei il diritto a fondare un focolare nazionale presso la loro antica terra e affidarono alla Gran Bretagna il mandato sulla regione, perché fosse d’aiuto nella realizzazione del piano. A Sanremo, dunque, la Dichiarazione Balfour divenne parte del diritto internazionale. Con Sanremo, dunque, siamo ritornati nella Storia per parteciparvi, offrendo il nostro contributo al mondo e all’Italia”.
E in rappresentanza del governo italiano è intervenuto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha rimarcato come l’anniversario sia un’occasione per l’Italia di riaffermare “il proprio impegno a difendere il diritto di Israele a esistere, e a contribuire alla costruzione di un futuro di pace, sicurezza e prosperità per le generazioni di oggi e di domani”. Un messaggio condiviso anche dall’omologo israeliano Gabi Ashkenazi, che ha richiamato il nuovo quadro che si sta delineando in Medio Oriente, con le storiche intese con Emirati Arabi Uniti e Bahrein. “Le relazioni (tra Italia e Israele) si sono rafforzate sempre più – le parole del capo della diplomazia israeliana – e sono certo che continueremo a lavorare insieme per i nostri popoli. Sanremo ha delineato una visione di speranza e di pace, e su questi ideali abbiamo di recente costruito, scrivendo la storia con gli Accordi di Abramo”.
Protagonista dell’evento – condotto dalla giornalista Annalisa Chirico, con approfondimenti nel corso della diretta di Rai Due a cura di Giovan Battista Brunori – anche la musica, con l’esibizione dell’Orchestra sinfonica di Sanremo, diretta dal Maestro Asher Fisch, al fianco delle voci del tenore italiano Andrea Bocelli e della cantante lirica israeliana Chen Reiss.