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“In Israele, allarme odio sui social
Serve intervento della politica”

La dialettica politica tra favorevoli e contrari all’accordo Bennett-Lapid è una prassi normale per una democrazia come Israele. Il problema è quando i toni passano da critica legittima a istigazione alla violenza e messaggi d’odio. Ed è questa la brutta china che ha intravisto il capo dei servizi interni di sicurezza d’Israele (Shin Bet), Nadav Argaman, analizzando il dibattito sui social network locali. “Abbiamo recentemente identificato una grave crescita e radicalizzazione nei discorsi violenti e di incitamento, specialmente sui social media”, ha avvertito Argaman, in una inusuale uscita pubblica. “Come qualcuno che guida un’organizzazione destinata a proteggere la sicurezza della nazione, il regime democratico e le istituzioni, sto chiamando e avvertendo che questo discorso (violento sui social media) può essere interpretato da alcuni gruppi o lupi solitari come un via libera alla violenza e alle attività illegali che potrebbe portare a danni fisici” contro le persone, ha ammonito il capo dello Shin Bet, esortando politici, leader religiosi, insegnanti e opinion leader ad intervenire contro questo fenomeno. “È una responsabilità che pesa sulle spalle di tutti”, il suo richiamo.
I servizi interni si erano già mossi negli scorsi giorni per garantire ulteriore protezione a Naftali Bennett, leader del partito Yamina, a seguito di minacce nei suoi confronti provenienti da militanti di destra. L’accusa mossa a Bennett è di aver tradito la destra per aver scelto di firmare un’intesa con il leader centrista Yair Lapid. L’accordo poggia su una coalizione che unisce partiti di destra e sinistra. Se confermato con un voto alla Knesset, l’intesa Bennett-Lapid porterà alla fine di dodici anni di governi a guida Benjamin Netanyahu.
L’emittente israeliana 13 ha riportato che l’establishment della sicurezza è preoccupato per la possibilità di attacchi diretti contro Bennett, e contro i membri del suo partito Yamina, duramente contestati in questi giorni da una parte dell’elettorato. Secondo l’emittente, il timore dello Shin Bet è che qualcuno interpreti le critiche al governo in costruzione come un invito ad agire in modo violento per fermarlo.
Il ministro della Difesa Benny Gantz ha invitato “tutti ad astenersi da qualsiasi tipo di violenza”. Gantz, leader di Kachol Lavan ovvero uno dei partiti a sostegno di Lapid e Bennett, ha aggiunto che i leader pubblici hanno una responsabilità speciale e che Israele “non ha imparato dagli eventi passati”. Il riferimento è al clima che si respirava nel 1995 e che precedette l’omicidio da parte di un estremista di destra dell’allora Primo ministro Yitzhak Rabin.
“Si può avere una discussione profonda senza attraversare linee pericolose. Abbiamo tutti la responsabilità di agire in questo senso”, le parole dell’attuale ministro delle Finanze Israel Katz, membro del Likud, unitosi all’appello dello Shin Bet.
In queste ore Netanyahu è intervenuto sulla questione, dichiarando che “l’incitamento alla violenza sarà sempre fuori dai limiti. Ma tuttavia è importante chiarire: la libertà di espressione non è incitamento. La critica da destra non può essere trattata come incitamento e la critica da sinistra come azione legittima. È un tentativo di inquadrare la destra come qualcosa di pericoloso per la democrazia”. Netanyahu ha poi definito il governo di Lapid e Bennett come “pericoloso” e “una truffa contro il pubblico. La più grande truffa elettorale, forse, della storia”, puntando il dito indirettamente contro Bennett.
Il leader del Sionismo Religioso, Bezalel Smotrich, che rappresenta il polo più estremo della destra alla Knesset, ha detto che il suo partito è contro la violenza. E poi ha aggiunto: “Siamo anche contro la violenza politica perpetrata da Bennett”, che sta “rubando le elezioni” e “violando tutte le sue promesse elettorali”. Smotrich ha poi attaccato direttamente Argaman per come i servizi interni hanno gestito le recenti violenze tra arabi ed ebrei in Israele. “Diverse settimane fa cittadini ebrei sono stati uccisi e feriti qui in gravi tumulti condotti da molti arabi d’Israele. Lo Shin Bet sotto la sua (di Argaman) guida non ha avvertito e non si è preparato per questo in anticipo. – scrive Smotrich – Gli israeliani meritano una spiegazione su dove eravate, e come avete mancato l’incitamento e il nazionalismo prima di quei disordini”.
Nel frattempo Idit Silman, deputata di Yamina ha chiesto, secondo i media, la protezione della Sicurezza della Knesset a causa delle minacce ricevute. Silman – ha riferito la tv Kan – ha anche avvisato il proprio gruppo di essere stata seguita mentre era alla guida della sua auto da un’altra macchina con sconosciuti a bordo.