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Knesset, 13 giugno giorno decisivo
Si vota la fiducia al nuovo governo

Il 13 giugno Israele saprà se il governo guidato da Naftali Bennett (Yamina) e Yair Lapid (Yesh Atid) avrà un futuro. In quella data, come annunciato dal presidente della Knesset Yariv Levin, i parlamentari israeliani voteranno la fiducia all’esecutivo. E ogni voto sarà fondamentale. Per il momento, Bennett e Lapid possono contare su una maggioranza di 61 seggi contro 59. Un numero sufficiente per sostituire il Primo ministro uscente Benjamin Netanyahu dopo dodici anni consecutivi al potere. Ma domenica bisognerà arrivare senza defezioni, altrimenti l’eterogenea alleanza di otto partiti che sostiene il duo si sfalderà subito. A far tirare un sospiro di sollievo a Bennett e Lapid, che secondo l’intesa si alterneranno nella guida del governo (a iniziare sarà il primo, sostituito dopo due anni dal secondo), l’annuncio di uno dei parlamentari più scettici sul futuro della coalizione, Nir Orbach. Sotto pressione da giorni da parte del Likud e di altri militanti della destra, Orbach, membro del partito di Bennett Yamina, aveva espresso molti dubbi sull’alleanza formata per sostituire Netanyahu. Aveva dichiarato di non gradire una coalizione costruita sul sostegno della sinistra e del partito islamico Ra’am. Nonostante tutto ciò, in queste ore ha annunciato di voler dare la fiducia a Bennett e Lapid. “Questa non è una decisione semplice, ma è legata a una realtà di instabilità governativa, di crisi civile, di discorsi violenti, a un senso di caos, sull’orlo della guerra civile”. Le parole di Orbach, che ha chiarito la sua preoccupazione per le violente prese di posizione di una frangia dell’opinione pubblica contro la “coalizione del cambiamento”. Tra queste, quelle del leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso Bezalel Smotrich. Questi sui social network ha attaccato ferocemente Orbach e Bennett, rappresentanti di una destra nazional-religiosa. “I leader e gli elettori sionisti religiosi che si oppongono fortemente al tradimento dei valori e alla formazione di governi di sinistra pro-terrore non sono i sionisti religiosi come Nir Orbach”, ha scritto Smotrich. “Volevo scrivere che (Orbach) non è nessuno, ma è un arrogante e un bugiardo che cerca solo di accumulare più prestigio e perseguire posti di lavoro”.