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Biden e la promessa a Rivlin: “Con me, l’Iran non avrà mai l’arma nucleare”

“Quello che posso dirvi è che l’Iran non avrà mai un’arma nucleare sotto i miei occhi”. È la promessa fatta dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden al Presidente d’Israele Reuven Rivlin, accogliendolo alla Casa Bianca nelle scorse ore. Nell’incontro, Biden ha assicurato a Rivlin che Washington “rimane determinata nel contrastare le attività ostili dell’Iran” e il supporto di Teheran “ai terroristi che ha conseguenze destabilizzanti per la regione”. Rivlin si è detto “molto soddisfatto” della dichiarazione di Biden. E ha sottolineato come per Israele non ci sia un amico più grande degli Stati Uniti. “Noi, secondo la vera amicizia, di tanto in tanto discutiamo su alcune questioni e siamo anche d’accordo di non essere d’accordo su tutto”, le parole del Presidente israeliano, con chiaro riferimento all’intesa sul nucleare iraniano. La Casa Bianca è impegnata a rientrare in questo accordo, dopo esserne uscita con Trump. E Israele è preoccupata da questa mossa. “Ma contiamo su di lei Presidente. – le parole di Rivlin – E la sua dichiarazione di poco fa ha davvero portato gli israeliani a capire che abbiamo un grande amico alla Casa Bianca”. Lontano dai riflettori, scrivono i quotidiani israeliani, un altro tema è emerso nel confronto: la preoccupazione che i piani di Washington di ridurre le truppe in Medio Oriente spingano le nazioni arabe moderate a stringere legami più stretti con l’Iran. Rivlin, spiegano gli analisti, ha dato voce alle inquietudini dell’establishment militare di fronte a un possibile ritiro degli Usa dall’area. Un ritiro iniziato nell’era Trump, che rischia di creare nuovi equilibri. Sulla questione Biden ha indirettamente risposto, ordinando un raid contro le milizie filo-iraniane in Siria e Iraq. Una dimostrazione che gli Stati Uniti sono pronti a colpire il regime iraniano se necessario. Biden, scrive il New York Times, “deve dimostrare che è disposto a usare la forza per difendere gli interessi americani, pur mantenendo aperta una fragile linea diplomatica di comunicazione (con l’Iran) mentre i due paesi cercano di resuscitare l’accordo del 2015 che limita il programma nucleare iraniano”. Anche il quotidiano americano rileva come una nuova intesa debba per forza tenere conto delle nuovi armi sviluppate dall’Iran in questi anni. Si tratta di droni che possono viaggiare – stando alle dichiarazioni iraniane – per 7mila chilometri e possono essere usati come armi non convenzionali, di missili di lunga gittata in grado di colpire tutto il Medio Oriente, e di armi informatiche usate in questi anni contro le istituzioni finanziarie americane. Minacce su piani diversi che, come chiede Israele, devono essere arginate. Perché, ha ribadito Rivlin, del regime degli Ayatollah non ci si può fidare.
Dopo l’incontro con Biden, Rivlin ha detto ai giornalisti in ebraico che il presidente Usa “pensa che sia necessario invitare il Primo ministro (Bennett) il più presto possibile per coordinarsi sulle vie da seguire in merito ai problemi che il mondo e il Medio Oriente stanno affrontando”. Rivlin ha poi definito il presidente Usa come “un vero grande amico d’Israele”. “Abbiamo trovato un amico che è stato sensibile alle nostre richieste ed esigenze di tenere d’occhio tutto ciò che riguarda l’accordo che si sta formando con l’Iran”, le sue parole. Per Rivlin, il cui mandato scade a luglio, questo è stato l’ultimo incontro ufficiale con Biden. E simbolicamente, è stato anche il primo tra l’inquilino della Casa Bianca e un funzionario di alto livello israeliano. La sua missione ora prosegue, con incontri con la presidente della Camera Nancy Pelosi e con altri leader del Congresso.