“Libano responsabile di ogni minaccia
Mondo agisca contro Iran e Hezbollah”

Non importa chi sia il responsabile materiale del lancio di razzi contro Israele, è il governo libanese che deve prendersene la responsabilità. E fermare queste aggressioni. È il messaggio del Premier israeliano Naftali Bennett diretto verso Beirut, dopo giorni di tensione al confine. “Lo Stato del Libano e l’esercito libanese devono assumersi la responsabilità di ciò che sta accadendo nel loro cortile di casa… Per noi è meno importante che si tratti di un gruppo palestinese o di ribelli indipendenti”, ha dichiarato Bennett, in riferimento ai missili sparati dal sud del Libano contro Israele. Venti in totale, di cui dieci intercettati dal sistema anti-missile Iron Dome, sei caduti in aree disabitate, e i quattro restanti all’interno del Libano. Una minaccia a cui le forze di sicurezza israeliane hanno risposto immediatamente, con raid mirati.
Nel suo discorso durante la riunione di governo di inizio settimana, Bennett ha poi fatto riferimento alla crisi economica e politica in Libano. “Sul fronte libanese, c’è un risveglio molto importante di molti cittadini contro Hezbollah e contro il coinvolgimento iraniano nel paese”, ha dichiarato il Premier, denunciando il tentativo del gruppo terroristico e di Teheran di trascinare Israele nella crisi economica e politica che sta vivendo il Libano. La risposta da oltreconfine è arrivata attraverso le parole del segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, che ha dichiarato di essere pronto al conflitto, pur sostenendo di non volere un’escalation di violenze. Anche il capo dei Guardiani della rivoluzione iraniana, Hossein Salami, si è unito al coro delle minacce. “L’Iran ha la capacità per annientare Israele e, nel caso in cui commetta un errore, la guerra che ne risulterà sarà la sua fine”, l’attacco di Salami, parte di una retorica consolidata da parte di Teheran. Secondo l’analista militare Ron Ben Yishai il lancio di razzi da parte di Hezbollah potrebbe essere stato un tentativo di distogliere l’attenzione internazionale proprio da Teheran. In particolare dopo la dura condanna dei paesi del G7 rispetto alle azioni iraniane contro due navi mercantili nel Golfo. Una condanna apprezzata da Bennett, che ha sottolineato come “ora il test si sta spostando sui fatti e non solo sulle dichiarazioni”. “Stiamo assistendo a un aumento dell’aggressione iraniana in ogni punto del Medio Oriente, via terra e via mare. – le parole del capo del governo di Gerusalemme – E il mondo non deve sopportarlo. Gli iraniani devono capire che è impossibile comportasi da pazzi senza pagare un prezzo”.
Sul fronte diplomatico, Bennett ha poi di recente annunciato una nomina importante: quella di Michael Herzog, esperto di sicurezza nazionale, veterano dei negoziati di pace, nonché fratello del presidente Isaac Herzog, a prossimo ambasciatore negli Stati Uniti. Una scelta fatta “alla luce della sua ricca e pluriennale esperienza nel campo della sicurezza e della diplomazia, e della sua profonda familiarità con le sfide strategiche che Israele sta affrontando, soprattutto la minaccia nucleare iraniana”, l’annuncio del Premier, condiviso dal ministro degli Esteri Yair Lapid. Herzog, il commento di Lapid, “è esattamente la persona giusta per servire in questo ruolo strategicamente importante”.
Sessantanove anni, Herzog ha servito per circa 40 anni nell’esercito israeliano, ricoprendo una serie di posizioni di alto livello, tra cui capo della divisione di pianificazione strategica, nonché segretario militare e capo dello staff di quattro diversi ministri della Difesa. Sotto l’ex premier Benjamin Netanyahu, è stato inviato speciale per il processo di pace tra il 2009 e il 2010, e poi negoziatore nel canale segreto tra Israele e i palestinesi dal 2013-2014.
Il candidato ambasciatore, scrive il Jerusalem Post, ha già una relazione con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il segretario di Stato Antony Blinken, così come con il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan, il coordinatore della Casa Bianca per il Medio Oriente e il Nord Africa Brett McGurk, e il vice segretario di Stato Wendy Sherman.