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“All’interno d’Israele
e del mondo ebraico
un anno per superare le divisioni”

“Dobbiamo rinnovare la nostra promessa: la promessa di stare insieme. La promessa di prenderci cura l’uno dell’altro”. È l’augurio-appello del Presidente d’Israele Isaac Herzog nel suo messaggio al paese per Rosh HaShanah. Un invito al paese e al popolo ebraico a superare divisioni e fratture per affrontare insieme le sfide del nuovo anno e in generale del futuro. “Dobbiamo sforzarci di essere migliori. –  ha detto Herzog – L’anno della Shmita che sta per iniziare (l’anno sabbatico che cade ogni sette anni e nel quale non si può coltivare la terra) ci invita a fermarci, rilassarci, riposarci, osservare e ricalcolare un percorso. Ci invita a riorinetare il rapporto che abbiamo con noi stessi; tra noi e l’ambiente, nel segno della sostenibilità e della connessione e non dello sfruttamento e della distruzione. Ci invita a costruire un nuovo rapporto tra il popolo e il suo mondo e tra una persona e il suo popolo, il suo paese, la sua patria e la sua terra”.
Il presidente israeliano ha poi fatto esplicitamente appello ai propri connazionali affinché nel nuovo anno ebraico “lascino cadere le discussioni interne, le rivalità, la rabbia, che si alzi lo sguardo e si riconosca che in realtà non siamo così lontani. Che non c’è niente tra noi se non la distanza di una mano tesa”. Parlando invece alle Comunità ebraiche della Diaspora, Herzgog ha augurato “a tutti, cari fratelli e sorelle di tutto il mondo, un anno di salute e di unione. Prendetevi cura l’uno dell’altro e sappiate che Israele è la vostra casa lontano da casa e noi tutti non vediamo l’ora di vedervi nel nostro amato paese, Israele. Che possiate essere tutti iscritti nel Libro della Vita, e che possiate tutti godere di un nuovo anno felice, sano e gioioso”.
Molto politico il messaggio per Rosh HaShanah del Primo ministro israeliano Naftali Bennett, che ha rivendicato alcuni risultati ottenuti dal suo governo in questi mesi di vita. Tra questi, l’approvazione di un Bilancio biennale (che dovrà essere votato alla Knesset), il proseguimento della campagna vaccinale con l’avvio della somministrazione della terza dose, la riapertura della scuole così come il lavoro per “rafforzare i nostri legami con gli Stati Uniti e il Presidente Biden”.
Quest’ultimo ha voluto inviare un suo messaggio di auguri al mondo ebraico americano e non solo. Ricordando come per l’ebraismo questo periodo sia un “momento per intraprendere un inventario dell’anima”, ha richiamato il nuovo anno come un’occasione per “ricostruire le nostre comunità attraverso l’empatia, gli atti di gentilezza e la compassione. Cercare il pentimento, o Teshuva, quando siamo venuti meno ai nostri valori. Rosh Hashanah è una riaffermazione che ognuno di noi è dotato, in virtù del nostro Creatore e della nostra comune umanità, della capacità di colmare il divario tra il mondo che vediamo e il mondo che vorremmo”. Uno sforzo, prosegue il Presidente Usa, richiamando i propri di obiettivi, che “ha portato a progressi significativi, ma rimane ancora molto lavoro. Proteggere noi stessi e gli altri contro un virus che arriva una volta in un secolo. Ricostruire un’economia che offra opportunità a tutti gli americani. Non dare all’odio alcun porto sicuro, e parlare con chiarezza e convinzione contro l’antisemitismo ovunque e comunque si manifesti. Riaffermare il nostro legame di ferro con lo Stato di Israele”.
Una Israele che in queste ore di vigilia è però preoccupata da un’inquietante notizia di cronaca: la fuga di sei detenuti palestinesi dal carcere di massima sicurezza di Gilboa, nel nord di Israele. Le forze di sicurezza stanno setacciando la zona e il timore che i fuggitivi possano pianificare un attacco terroristico nel paese. Tutti e sei hanno condanne per terrorismo. E tra di loro figura
Zakaria Zubeidi, l’ex leader delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, membro di Fatah, considerato responsabile di attentato alla sede del Likud del 2002 in cui furono uccise sei persone. Gli altri cinque fuggitivi sarebbero invece membri della Jihad islamica. Secondo quando riportano i media israeliani, sarebbero riusciti ad utilizzare per evadere un tunnel sotto la loro cella – definito dalle autorità come un difetto strutturale della prigione. Lo Shin Bet ha riferito inoltre che gli evasi si sono coordinati con persone fuori dalla prigione usando un cellulare di contrabbando e avevano una macchina per la fuga che li aspettava al di là delle mura del carcere.
Nel 2014, il servizio penitenziario aveva sventato un tentativo simile di fuga dopo aver ricevuto l’informazione che un prigioniero della Jihad islamica aveva scavato un tunnel in uno dei bagni.
“C’è stata una pianificazione molto precisa, molto dettagliata, e quindi c’è stata probabilmente un’assistenza esterna. Stiamo esaminando la situazione al momento. Cattureremo i fuggitivi”, la promessa del ministro per la Pubblica sicurezza Omer Barlev.