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Chiusa dal marzo 2020,
Israele riapre ai turisti

Per la prima volta dal marzo 2020 Israele riapre le sue frontiere al turismo internazionale. Lo fa, a partire dal Primo novembre, con indicazioni ben precise per chi vuole entrare: serve la doppia dose di vaccino o la certificazione di essere guariti dal Covid-19 negli ultimi sei mesi. L’operazione vuole dare respiro a un settore, quello turistico, in difficoltà da oltre un anno, considerando che le frontiere del paese sono rimaste a lungo aperte solamente ai cittadini israeliani, con alcune ridotte eccezioni.
Ora, secondo le indicazioni del ministero della Salute, gli stranieri potranno entrare in Israele se hanno ricevuto due dosi del vaccino Pfizer/Biontech, Moderna, Astrazeneca, Sinovac, Sinopharm o Serum Institute of India e se sono passati almeno 14 giorni dalla seconda dose. Un tempo valido anche per Johnson & Johnson che viene somministrato con una dose unica. I viaggiatori devono anche presentare un test negativo per il Covid-19 prima di imbarcarsi sui voli per Tel Aviv e farne un altro all’arrivo.
Un sistema dunque più rigido rispetto a molti altri paesi, che da tempo hanno riaperto le proprie frontiere. “La maggior parte dei paesi sono stati molto più permissivi di Israele. – ha evidenziato ai media locali Eyal Leshem, specialista in malattie infettive al Sheba Medical Center- Non c’è bisogno di continuare a colpire l’industria del turismo. Possiamo accettare il rischio partendo dal presupposto che c’è ancora una certa trasmissione comunitaria in Israele, e gli arrivi dall’estero si aggiungeranno solo leggermente a questo elemento”.
Rispetto alla possibilità di ricevere un Green pass locale, il governo ha fatto sapere che sarà concesso come parte del processo di approvazione per entrare nel paese. Diverse persone però, scrive Haaretz, hanno segnalato difficoltà a riceverlo. “Attualmente, numerosi cittadini non israeliani completamente vaccinati, autorizzati a entrare nel paese per visitare parenti di primo grado, non hanno avuto successo nei loro sforzi per ottenere un Pass Verde dal Ministero della Salute. – segnala il quotidiano – Inoltre, le persone che hanno compilato i moduli prima dei voli che atterrano in Israele lunedì e dopo non hanno ricevuto il Green Pass”.
La macchina dunque dovrà essere ancora affinata per permettere a chi, rispettando i diversi criteri, vuole visitare Israele. “Questa non è la fine della lotta, ma solo l’inizio. Non vediamo l’ora di riaccogliere i turisti”, le parole
del ministro del turismo Yoel Razvozov, che si è congratulato con il primo ministro Naftali Bennett e il ministro della salute Nitzan Horowitz, che insieme hanno cercato di mantenere l’equilibrio tra salute e necessità economiche.