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Gerusalemme, l’odio di Hamas
torna a colpire Israele

“Tornavo dalla preghiera del mattino al Kotel (Muro Occidentale) ancora avvolto dal tallit e con tefillin in testa e al braccio. Salgo verso casa, nel quartiere ebraico della Città Vecchia. Appena svolto a sinistra sento colpi di arma da fuoco e confusione. Non capisco cosa sta succedendo, ma sento un dolore fortissimo al braccio. Sono riuscito a mettermi al riparo. Avrei potuto perdere la vita e invece, grazie a Dio, lo ha avuta nuovamente in dono”. Dal letto di ospedale rav Zeevi Katzenelbogen racconta il tragico attentato delle scorse ore a Gerusalemme in cui un terrorista palestinese ha aperto il fuoco contro alcuni passanti. Lui è riuscito a cavarsela “per miracolo”, spiega, ma il bilancio dell’attacco parla di una vittima, un uomo di trent’anni, e quattro feriti, tra cui uno grave. “Preghiamo per loro”, l’appello del rav dall’ospedale. In particolare per rav Aharon Yehuda, arrivato in condizioni gravissime in ospedale. Il terrorista, Fadi Abu Shkhaydam, ha scaricato contro di lui diversi colpi con un’arma automatica e ora i medici israeliani stanno cercando di salvargli la vita. “È stato operato d’urgenza e diverse equipe collaborano per curarlo”, ha spiegato ai media Alon Schwartz, direttore dell’unità traumatologica dello Shaare Zedek Medical Center. “Tutta la famiglia è al suo fianco, tutti sono molto preoccupati per lui e pregano per lui”.
Il ministro della Pubblica sicurezza Omer Barlev ha spiegato che il terrorista, ucciso dalle forze israeliane, era un membro di Hamas e che la polizia considera l’attacco premeditato. La moglie dell’attentatore, che risiedeva nel campo profughi di Shuafat a Gerusalemme Est, aveva infatti lasciato il paese la settimana scorsa.
“Questo è il secondo attacco terroristico a Gerusalemme negli ultimi giorni”, ha dichiarato il Primo ministro Naftali Bennett nel briefing governativo di inizio settimana. “Ho istruito le forze di sicurezza – ha aggiunto – a mobilitarsi di conseguenza e a dimostrare vigilanza, anche a causa della preoccupazione di eventuali emulatori”. Nel frattempo Hamas ha rivendicato l’attentato e sui media palestinesi sono circolate le immagini di celebrazioni per l’attacco omicida. “Quanto accaduto oggi dà ulteriore significato alla decisione del Premier britannico Boris Johnson di definire anche il braccio politico di Hamas come un’organizzazione terroristica. – ha dichiarato Bennett, parlando nella riunione di gabinetto – Finora solo il braccio militare era stato definito come tale (in Gran Bretagna). D’ora in poi, anche i militanti del ‘braccio politico’ saranno esposti alle stesse identiche sanzioni”. Il riferimento è al passo compiuto dal governo Johnson per riconoscere l’ala politica, oltre che quella militare, di Hamas come gruppo terroristico. Con gli effetti che conseguono nell’essere inseriti nella black list. La scelta di Londra, ha sottolineato Bennett, “riflette una gradita comprensione, che spero permeerà tutta l’Europa, su come funziona un’organizzazione terroristica. Non esistono razzi e terrorismo senza politica, raccolte fondi e senza macchina dell’incitamento”.