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Lotta al Covid, Israele al fianco dell’Italia
La donazione al Policlinico Gemelli

Dai ventilatori per i pazienti ai camici e mascherine per i medici. Sono alcuni dei dispositivi sanitari necessari nella lotta contro il Covid-19 donati nelle scorse ore da Israele al Policlinico Universitario Gemelli di Roma. La donazione, spiega l’ambasciata in Italia, è parte dell’iniziativa “Better Together”, promossa dall’Agenzia d’Israele per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (MASHAV). Obiettivo: contribuire alla lotta globale contro la pandemia e, più nello specifico, a contrastare la variante Omicron. Nel segno del motto più forti insieme. “La pandemia Codiv-19 è stata una sfida epocale, sia in termini di complessità nella riorganizzazione degli spazi destinati all’accoglienza e alle cure dei pazienti, che in termini di investimenti necessari per personale, strumentazioni e dispositivi di protezione individuale”, ha evidenziato il direttore generale del Gemelli Marco Elefanti, ricevendo, per mano dell’ambasciatore d’Israele Dror Eydar, il materiale sanitario. “Durante questo periodo così difficile, la Fondazione Policlinico Gemelli ha potuto contare sul fondamentale sostegno di tanti sostenitori. Le donazioni ricevute hanno contribuito agli acquisti straordinari di strumentazioni e dispositivi e hanno consentito il potenziamento del personale medico/infermieristico e gli investimenti in infrastrutture edili e tecnologiche. Il gesto di oggi, da parte dell’Ambasciata d’Israele, si inscrive in questa ondata di solidarietà e ci riempie di orgoglio; vogliamo rappresentare dunque tutta la nostra gratitudine per il dono di questi dispositivi medici in un momento in cui la pandemia non è affatto archiviata e ci costringe a non abbassare la guardia”. Un tema, quello di come affrontare la crisi sanitaria in modo congiunto, toccato anche dall’ambasciatore Eydar. “La collaborazione tra Israele e Italia nel settore sanitario è molto intensa e questo gesto è un segno dell’amicizia tra i nostri popoli. Sin dall’inizio della pandemia, i Ministeri della Salute hanno intrattenuto consultazioni per la condivisione di know-how e buone pratiche”, ha dichiarato il diplomatico durante l’incontro, a cui ha preso parte anche il direttore sanitario del Gemelli Andrea Cambieri. L’ambasciatore si è poi soffermato sulla situazione in Israele, dove è stata avviata da alcune settimane la somministrazione della quarta dose per arginare la risalita dei contagi. “Un incoraggiamento: oggi in Israele, nonostante le infezioni di massa, genitori e bambini nelle scuole non soffrono più per le restrizioni severe, e infatti è in programma l’abolizione del green pass. – ha spiegato Eydar – Ieri il team per gestione dell’epidemia del Ministero della Salute israeliano ha raccomandato di consentire una quarta dose di vaccino anti-Covid agli over-18 anni, a condizione che siano trascorsi cinque mesi dalla data di guarigione, o dalla data della terza vaccinazione. Gli esperti hanno spiegato che i risultati mostrano che la protezione contro le infezioni aumenta di quasi il doppio rispetto alle persone vaccinate con tre dosi, e di ben 3-5 volte per quanto riguarda la malattia grave. Pertanto, il miglior consiglio che posso darvi in base alla nostra esperienza è: andate a vaccinarvi, e abbiate pazienza e fede”.