Il terrore colpisce a Tel Aviv
Tomer ed Eytam, vittime dell’odio

Tomer Morad e Eytam Magini stavano aspettando altri amici al bar Ilka, nel pieno centro di Tel Aviv. Erano arrivati per primi e tenevano il tavolo per tutti. Attorno a loro, tanti giovani e i locali pieni. Una serata come tante da passare in compagnia. “Stavano aspettando che tutti arrivassero in quel dannato bar. – la testimonianza di un amico, Alon Grossman – Abbiamo saputo dell’attacco e non hanno risposto. Abbiamo provato in tutti i modi possibili a contattarli e non hanno risposto. Speravamo che non fosse questa cosa terribile”. I due amici di infanzia – stessa età, 27 anni – erano lì fuori dal bar quando un terrorista palestinese ha aperto il fuoco contro di loro, uccidendoli. “Il loro unico peccato era quello di voler passare una normale serata fuori”, ha commentato il presidente d’Israele Isaac Herzog, inviando il proprio cordoglio alla famiglia dei due ragazzi. Ultime vittime di un’ondata di attacchi terroristici che sta portando lutto e dolore nell’intero paese. In poche settimane, tredici vite sono state spezzate dal terrorismo. A Tel Aviv a premere il grilletto è stato un palestinese di Jenin, Ra’ad Hazem, che dopo aver ucciso Tomer e Eytam e aver ferito altre dieci persone è scappato. Dopo otto ore di caccia all’uomo, le forze di sicurezza, dispiegate in tutta la città, lo hanno trovato a Yafo e nello scontro a fuoco è stato ucciso.
“Sappiamo che si trattava di un terrorista di 29 anni, di Jenin, non affiliato a un gruppo terroristico, ma qualcuno lo ha aiutato a organizzare e ottenere le armi”, ha dichiarato il Primo ministro Naftali Bennett. “Ogni assassino sa che lo troveremo, chiunque aiuti un terrorista deve sapere che pagherà un prezzo pesante per questo”, ha aggiunto il Premier. “Abbiamo visto le celebrazioni a Jenin e Gaza, ecco con chi abbiamo a che fare”. Il capo del governo di Gerusalemme, in una situazione politicamente complicata, si è anche rivolto alla stampa. “Non seminate panico inutile nel pubblico, questo non è un reality show, ma la nostra vita”, le sue parole, in riferimento a come le telecamere hanno seguito le forze di sicurezza nella loro azione per catturare il terrorista.
Il paese intanto è in lutto per i due giovani, vittime dell’odio. Cresciuti insieme a Kfar Saba, dopo l’esercito si erano iscritti entrambi all’Università di Tel Aviv. Tomer studiava ingegneria meccanica, Eytam neuroscienze e da circa un mese aveva chiesto alla fidanzata Ayala di sposarlo. Subito dopo, racconta ynet, i due erano andati in vacanza a Roma e appena tornati avevano iniziato a pianificare il proprio matrimonio. “Due giorni fa mi aveva mandato un messaggio. Voleva un consiglio sul matrimonio – le parole del nonno di Eytam Magini, Hagai, raccolte dalla stampa israeliana – Non accadrà”.
“La nostra città è in profondo lutto”, ha detto il sindaco di Kfar Saba, Rafi Sa’ar, ricordando i due giovani. “Il mio cuore è con le famiglie delle vittime. Non ci sono parole né consolazione per chi ha perso i propri figli”.

dr