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Da Herzog agli Italkim,
Israele attende Draghi

Guerra in Ucraina, emergenza energetica, crisi alimentare, futuro del Medio Oriente, lotta all’antisemitismo. Sono alcuni dei temi più importanti sul tavolo della missione, che prenderà il via domani, del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi in Israele e a Ramallah. In agenda diversi incontri con la leadership israeliana: subito all’arrivo con il Presidente Isaac Herzog, poi con il capo degli Esteri Yair Lapid e, il giorno successivo, l’atteso bilaterale con il Primo ministro Naftali Bennett (nell’immagine l’incontro tra i due a Glasgow). Ultimo passaggio, Ramallah con l’incontro con il Primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh.
Programma fitto, dunque, di cui fa parte anche un’importante occasione per conoscere la realtà degli ebrei italiani d’Israele, la comunità degli italkim. Dopo infatti il colloquio pomeridiano con Herzog, Draghi si recherà al Tempio italiano di Gerusalemme, dove visiterà la sinagoga e il Museo d’Arte ebraica italiana Umberto Nahon. “È significativo che con un’agenda così stretta nei tempi il Presidente Draghi venga a trovarci”, sottolinea a Pagine Ebraiche Beniamino Lazar, presidente del Comitato degli italiani all’estero (Comites) di Gerusalemme. Da molti anni, evidenzia Lazar, Palazzo Chigi, il Quirinale e l’ambasciata d’Italia in Israele si sono impegnate a portare presidenti, primi ministri e ministri in visita al Tempio di rechov (via) Hillel. “Non è mai però un fatto scontato. – aggiunge – Questo incontro non è una stanca ripetizione, ma la conferma dei buoni rapporti tra Italia e Israele”. Così come il ruolo di ponte che svolgono gli italkim tra questi due paesi. “Un concetto che ricorderemo anche in occasione della visita di Draghi”, afferma Michi Raccah, presidente della Hevrat Yehudei Italia beIsrael, l’organo rappresentativo della comunità di origine italiana a Gerusalemme e in Israele. Sarà un’occasione, sottolinea, per raccontare la storia della comunità così come delle sue strutture, che proprio in queste settimane sono al centro di una significativa ristrutturazione. “L’edificio risale al 1870 ed è un patrimonio storico della città. Stiamo facendo degli ampliamenti nelle sale adiacenti al Museo e presto avremo una grande sala per ospitare conferenze e incontri. Uno spazio che vogliamo diventi un polo culturale e sociale non solo per gli italiani di Gerusalemme, ma per tutti quelli d’Israele”. Una comunità, spiega Lazar, che conta circa 25-30mila persone iscritte alla circoscrizione di Tel Aviv e di Gerusalemme. Una loro eterogenea rappresentanza sarà presente alla visita con Draghi, con diverse sigle e associazioni che dimostrano la vitalità di questo piccolo mondo, di cui fanno parte ebrei e non. “Dopo la visita alla sinagoga e al Museo, con il racconto della mostra, Draghi firmerà il Libro d’onore e gli verrà conferito un regalo dalla Comunità – racconta Lazar – Poi ci sarà un breve scambio di battute nella sala degli affreschi”. Breve, ma significativo, ribadisce. “Draghi atterra alle 16, incontra Herzog e poi viene da noi per poi proseguire alla Knesset. Direi che è il segno di come si sia voluto fare di tutto per creare l’occasione di questo incontro”.
Nel secondo giorno della sua visita, il Presidente del Consiglio si recherà allo Yad Vashem per la visita al Museo della Shoah, dove è in programma la cerimonia di deposizione di una corona alla Tenda della Rimembranza e la firma del Libro d’onore. A metà mattinata poi si terrà l’incontro con il Primo ministro israeliano, Naftali Bennet, che si chiuderà delle dichiarazioni congiunte alla stampa.
Da Palazzo Chigi fanno sapere che al centro degli incontri con le massime istituzioni israeliane ci saranno il rafforzamento delle relazioni bilaterali, la situazione in Ucraina e la sicurezza alimentare con la necessità di scongiurare la crisi in atto, i temi energetici, il processo di pace israelo-palestinese e l’antisemitismo.
Sul fronte energetico, il tema è la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in particolare con riferimento allo sfruttamento dei giacimenti israeliani per l’esportazione verso l’Europa. In un recente incontro con la stampa, Draghi ha ricordato gli studi di fattibilità finanziati dall’Unione europea per il progetto del gasdotto Eastmed, che sono in via di conclusione. Gerusalemme e Roma sono inoltre, ricorda Palazzo Chigi, tra i membri fondatori dell’East Mediterranean Gas Forum, nel quale continuano a collaborare per l’utilizzo comune delle risorse di gas del Mediterraneo orientale, nonché per lo sviluppo di energie rinnovabili, come l’idrogeno, e la loro commercializzazione. “L’Italia – si legge in una nota – condivide anche con Israele la volontà di accelerare la trasformazione dei sistemi energetici, di fare leva sull’innovazione tecnologica e di rilanciare continuamente la cooperazione su ‘ricerca e sviluppo’ e le sue ricadute industriali”.
Cooperazione è anche la chiave in riferimento alla sfida della lotta all’antisemitismo. Dalla Presidenza del Consiglio viene infatti evidenziato l’impegno italiano attraverso alcuni punti: la partecipazione all’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e l’adozione della definizione di lavoro di antisemitismo dell’IHRA; con la nomina di una Coordinatrice nazionale e la presentazione della Strategia Nazionale per la lotta all’antisemitismo.
“Da parte dell’Italia – evidenzia il governo – è stato forte il sostegno all’iniziativa israeliana per una Risoluzione dell’Assemblea Generale ONU sulla negazione dell’Olocausto. L’Italia è stata tra i primi a co-sponsorizzare il testo (approvato lo scorso 20 gennaio)”.

dr