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Israele, l’ultimo saluto al maggiore Falah
L’area di Jenin cuore dello scontro

Ancora una volta è l’area di Jenin, nel nord della Cisgiordania, ad essere l’epicentro delle tensioni tra forze di sicurezza israeliane e terroristi palestinesi. Nella notte c’è stato uno scontro a fuoco nei pressi della barriera di sicurezza vicino a Jamaleh, villaggio palestinese nei pressi di Jenin. Qui il vice comandante dell’unità di ricognizione d’élite Nahal, Bar Falah, è stato ferito a morte da due terroristi palestinesi, che avevano aperto il fuoco contro di lui e i suoi uomini. “Il maggiore Bar Falah, un guerriero e un comandante, è stato ucciso questa notte durante un’operazione e non ci sono parole per consolare la famiglia e gli amici per la perdita del loro caro. – il cordoglio espresso dal Primo ministro israeliano Yair Lapid – Bar ha combattuto il terrorismo con tutto se stesso e ha guidato i suoi soldati nella sua ultima ora. L’operazione in cui è stato ucciso ha sventato un grave attentato e salvato vite umane”.
Secondo la ricostruzione dell’esercito, i soldati hanno individuato prima dell’alba due sospetti nella cosiddetta zona di separazione tra la Cisgiordania e Israele, vicino a Jalamah. Hanno affiancato i due e hanno avviato le procedure di arresto. A quel punto i sospetti hanno aperto il fuoco, a cui le forze di sicurezza hanno risposto, riuscendo a neutralizzarli. Nello scontro però il maggiore Falah, trent’anni, è stato colpito a morte.
L’episodio rappresenta solo l’ultimo di una tensione che continua a crescere in Cisgiordania, con le autorità israeliane preoccupate per una possibile escalation in concomitanza con le festività ebraiche. Da tempo le attività di sicurezza nell’area si sono intensificate, come dimostrano le molteplici operazioni di contrasto alla Jihad islamica compiute da Israele. Allo stesso tempo sono aumentati gli scontri con i gruppi terroristici, con una significativa crescita nel bilancio complessivo dei palestinesi rimasti uccisi. “Allo stesso modo, è aumentato anche il numero di vittime israeliane. – ricorda Al Monitor – Proprio questa settimana si è verificato un inquietante attacco nella Valle del Giordano: tre membri della stessa famiglia hanno sparato contro un autobus che trasportava soldati in pieno giorno e hanno cercato di incendiarlo, cospargendolo di liquido infiammabile e lanciandogli contro bombe molotov. L’autista dell’autobus e sei soldati sono rimasti feriti”.
Il capo di Stato Maggiore Aviv Kochavi ha imputato questo aumento di scontri a fuoco alla perdita di controllo da parte dell’Anp su suo territorio. “La mancanza di governo delle forze di sicurezza palestinesi in alcune aree della Cisgiordania costituisce un terreno fertile per la crescita del terrorismo”, il commento di Kochavi. Per Israele questa progressiva perdita di potere da parte dell’Autorità nazionale palestinese rappresenta un problema significativo. Significa dover intervenire di più per contrastare l’emergere di fenomeni terroristici, alimentando però così ulteriori scontri. “Israele sa bene che il crescente numero di vittime palestinesi alimenta le fiamme in Cisgiordania e porta a tentativi di vendetta. – sottolinea Al Monitor -. L’opinione pubblica palestinese per il momento non si è unita in massa a questa ondata di violenza e non ci sono frequenti disordini generalizzati in Cisgiordania”. Il pericolo però è che nelle prossime settimane qualcosa possa cambiare.