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Elezioni italiane, lo sguardo d’Israele

Da un aperto sostegno a una forte preoccupazione. Lo spettro delle reazioni sui media israeliani per il successo elettorale in Italia di Giorgia Meloni è ampio. “L’Italia ha eletto il suo governo più di destra dal tempo di Mussolini e ci sono molte persone che ne sono contente, e ovviamente molte che sono preoccupate. Anche in Israele”, la sintesi del popolare sito d’informazione israeliano Mako.
La maggior parte dei commentatori della destra del paese vede l’affermazione di Fratelli d’Italia e della sua leader in termini positivi. In particolare sottolinea le prese di posizioni più moderate di Meloni, la descrive come una sostenitrice d’Israele e riporta le sue parole sull’essersi lasciata alle spalle il fascismo. Una posizione, quest’ultima, ribadita da Meloni in un’intervista pre-elettorale rilasciata a Israel Hayom, free press della destra israeliana. “Fratelli d’Italia si inserisce nel percorso evolutivo della destra democratica italiana e fin dalla sua fondazione ha raccolto personalità di altri partiti di centrodestra, del mondo cattolico e liberale. Chi, come me, segue questa strada, ha consegnato il fascismo alla storia ormai da decenni, condannando fermamente la perdita della democrazia, le scandalose leggi antiebraiche e la tragedia della Seconda Guerra Mondiale”, le parole di Meloni a Israel Hayom. Nel colloquio emerge un chiaro apprezzamento per le sue posizioni da parte del quotidiano israeliano, che ricorda come la leader di Fratelli d’Italia abbia detto di sentirsi parte della tradizione che unisce “i conservatori britannici, i repubblicani negli Usa, il Likud in Israele”. Altri commentatori di destra hanno poi molto rilanciato sui social un suo intervento al Congresso delle Famiglie di Verona del 2019. Un discorso in cui la leader di FdI, nelle parole dell’opinionista di Yediot Ahronot Daniel Bettini, “si presenta come difensore dei valori della famiglia, della genitorialità e dell’identità nazionale”. Lo stesso Bettini sostiene che “non ci sono problemi con le visioni del mondo conservatrici. La lotta per mantenere questi valori contro le crescenti correnti liberali è legittima e naturale. Ma la storia di Meloni è un po’ più inquietante: lei e il suo partito sono nati dal Movimento sociale italiano (continuazione del movimento fascista di Benito Mussolini) e lei stessa si è vantata più volte in passato della sua ammirazione per il duce, che ha descritto come un ‘grande politico’”, scrive Bettini. Per l’opinionista di Yediot Ahronot, la “difesa dei valori della famiglia” sostenuta da Meloni sarebbe “solo una copertura” per “promuovere un’agenda estrema, piena di fake news e bugie”, con il pericolo della compressione di alcune libertà individuali. Per altri opinionisti, come Aeyal Gross, docente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Tel Aviv, il pericolo per l’Italia è di seguire le orme illiberali di Polonia e Ungheria. “La retorica di Meloni è spesso la retorica del populismo di destra. Quella che contraddistingue la vera nazione e si oppone ai nemici: nel suo caso, come in molti altri casi, si tratta di immigrati, di richiedenti asilo, delle ‘nuove’ famiglie [con ipocrisia visto che è una madre single] e in particolare delle persone LGBT”, scrive Gross. A suo parere questo tipo di retorica contro il diverso non ha come bersaglio gli ebrei, ma rimane pericolosa e la politica israeliana dovrebbe evitare di farsi coinvolgere o sostenerla.
Di tutt’altro avviso Gadi Taub che, oltre a affermare la cesura con il passato da parte di Fratelli d’Italia, ritiene che i media israeliani abbiano accolto i risultati italiani con troppo isterismo. Secondo Taub il nuovo governo italiano sarà soprattutto un’argine all’ascesa dell’Islam politico in Europa, che lui individua come il vero pericolo per le democrazie occidentali, assieme al multiculturalsmo. “Meloni – scrive l’opinionista conservatore – si oppone all’aborto, all’immigrazione clandestina (e non a tutta l’immigrazione come si dice di lei), non è contraria al matrimonio civile delle coppie dello stesso sesso, ma si oppone al diritto delle coppie omogenitoriali di allevare figli”. Per Taub “non è necessario essere d’accordo con tutta la sua piattaforma per comprendere l’importanza di proteggere il nazionalismo democratico contro la dittatura dell’Unione Europea, e nella lotta all’ascesa dell’Islam politico nel continente, il cui potere sta crescendo per la combinazione tra immigrazione clandestina e un’ideologia transnazionale e multiculturale”.


D’accordo l’analisi di Ariel David su Haaretz, seppur con un’accezione diametralmente opposta a quella di Taub. “Se il governo di Meloni durerà (e questo è un grande se), l’Italia non tornerà ai tempi di Mussolini, ma sarà un luogo meno liberale che cercherà di limitare il diritto all’aborto, le libertà per i migranti, le persone LGBTQ e altre minoranze. Insieme alle altre forze populiste in ascesa in Europa, la Meloni continuerà probabilmente a indebolire e minare i valori e le istituzioni dell’UE, rafforzando l’ondata di nativismo e nazionalismo che sta attraversando il continente”.
Un’ondata, conclude invece Daniel Bettini, che dovrebbe preoccupare Israele, anche se questi movimenti la sostengono. “Negli ultimi anni, – la sua opinione – molti movimenti di estrema destra in Europa e negli Stati Uniti hanno iniziato a sostenere Israele, ‘a causa dell’odio comune per gli arabi’, e come mezzo per sbiancare le loro odiose politiche. Questo non dovrebbe confortarci”.