“Iran, minaccia per tutti”

La minaccia iraniana “pone sfide all’umanità intera”. E per ribadirlo all’alleato Usa, il Presidente d’Israele Isaac Herzog ha portato con sé a Washington, in una missione di due giorni, le prove che in Ucraina i russi hanno usato droni di fabbricazione iraniana. Nella sua due giorni americana, Herzog ha infatti annunciato di avere in cima alla propria agenda di discutere con i vertici degli Stati Uniti del pericolo che rappresenta Teheran per il Medio Oriente e non solo. “Ancora una volta l’Iran dimostra di essere un paese di cui non ci si può fidare. Ovunque ci siano uccisioni, sofferenze e odio, lo troverete. Le armi iraniane giocano un ruolo importante nel destabilizzare l’ordine globale e la comunità internazionale dovrebbe giungere alle giuste conclusioni, ora e in futuro”. Le parole di Herzog prima della partenza, riferendosi al coinvolgimento di Teheran nell’aggressione russa all’Ucraina. Un tema toccato poi negli incontri avuti con il Segretario di Stato Usa Antony Blinken e con la speaker del Congresso Nancy Pelosi e al centro anche del vertice odierno con il Presidente Usa Joe Biden. Come ha fatto sapere infatti il suo ufficio ai giornalisti, Herzog vuole mostrare al presidente americano le prove dell’uso di droni iraniani da parte dell’esercito di Mosca in Ucraina. Scoperte basate sul confronto che funzionari dell’intelligence israeliana hanno fatto tra frammenti dei droni impiegati dai russi e i quelli utilizzati in un’esercitazione militare iraniana nel dicembre 2021.
“Il nostro cuore va al popolo iraniano. Le donne iraniane sono oppresse e attaccate ogni giorno”, il commento di Herzog, a margine dell’incontro con Blinken. “E io esporrò ancora di più (la minaccia Iran): le armi iraniane sono usate contro i civili, gli innocenti in Ucraina”. Parlando a un forum di politica internazionale, il presidente israeliano ha ribadito la posizione del paese rispetto al sostegno all’Ucraina: “ci opponiamo a qualsiasi violazione della sua integrità territoriale”. Israele, ha evidenziato, ha fornito a Kiev sistemi civili di allarme rapido per gli attacchi missilistici, “ma – ha aggiunto – ci sono cose che non possiamo fornire, a causa dei nostri interessi di sicurezza nazionale della massima importanza, e questa è, tra l’altro, la regola in molti altri Paesi”. Il richiamo è alla presenza russa in Siria dove, con una delicata intesa di non interferenza, Israele colpisce i nemici iraniani e di Hezbollah con il via libera di Mosca. Da qui l’orientamento di evitare un sostegno militare a Kiev, su cui però a Washington diverse voci hanno espresso più di una perplessità. Il deputato repubblicano Michael Turner, membro del Comitato per i servizi armati della Camera, ha ad esempio dichiarato di “essere personalmente deluso” dalla decisione di Gerusalemme di non sostenere militarmente l’Ucraina. “Spero che arrivino al punto di vedere che questo è anche nell’interesse di Israele”, il suo commento. Anche dalla Casa Bianca ci sarebbe, scrivono i quotidiani Usa, un tentativo di spingere Israele a un ruolo più attivo. Per il momento – oltre agli aiuti umanitari – una collaborazione esiste e si fonda sui citati droni iraniani. Armi che Teheran nega di aver fornito a Mosca, ma che secondo fonti ucraine sarebbero arrivate nell’ordine delle migliaia (2000 droni, oltre a quelli già usati).