“Il mondo è preoccupato da Ben Gvir”

Non dovevano sentirsi le considerazioni del Presidente d’Israele Isaac Herzog sul leader dell’estrema destra Itamar Ben Gvir. E invece i microfoni hanno colto il suo avvertimento durante il colloquio con i membri del partito Shas. “Avete un partner per il quale tutto il mondo è in ansia. Gliel’ho detto anch’io, detto tra noi. Non è da pubblicare. Non voglio fare scalpore. Ma credo che voi abbiate una responsabilità”, l’avvertimento del presidente a Shas, che si prepara a governare con Ben Gvir (del partito Sionismo religioso) e sotto la guida del leader del Likud Benjamin Netanyahu. Nell’audio si sente Herzog fare in particolare riferimento alla delicata situazione del Monte del Tempio. Qui, in base a un accordo noto come “status quo”, vigono diverse restrizioni per i fedeli non musulmani. Restrizioni che per gli ebrei si traducono in un divieto di preghiera e ad accessi limitati. Condizione che Ben Gvir ha più volte contestato e ha annunciato di voler modificare. Ogni cambiamento però sul sito – amministrato dal Waqf, ente religioso gestito e finanziato dalla Giordania – rischia di innescare disordini e violenze. Per questo Herzog ha esplicitamente detto ai agli alleati di coalizione di Ben Gvir: “Avrete un problema con il Monte del Tempio, questa è una questione critica… tutto il mondo è preoccupato”. Un’inquietudine che diversi media israeliani hanno raccontato essere stata espressa ad esempio da Washington così come da esponenti del nuovo alleato israeliano nel Golfo, gli Emirati Arabi Uniti.
Dopo l’inattesa fuga di notizie con Shas – che, come da programma, ha indicato Netanyahu come prossimo Primo ministro d’Israele – il Presidente Herzog ha diramato una nota spiegando che queste preoccupazioni erano già state espresse al diretto interessato. “Il Presidente ha contattato Ben-Gvir e gli ha espresso questi problemi in modo aperto e onesto”, si legge nel comunicato. Lo stesso leader dell’ultradestra è poi intervenuto. “Il Presidente mi ha detto più di una volta che la mia popolarità si basa sull’intima familiarità del pubblico con le mie opinioni e che è sicuro che una volta che avrò parlato con altri in tutto il mondo si renderanno conto che non sono contro tutti gli arabi. In seguito a questi colloqui, mi sono impegnato a discutere con diplomatici stranieri e cercherò di chiarire le opinioni di Otzma Yehudit in tutto il mondo”. Parole che avrebbero dovuto calmare le acque, arrivate però in contemporanea con una sua celebrazione del rabbino estremista Meir Kahane, bandito dalla Knesset per razzismo. Nel giorno dell’anniversario dell’uccisione di Kahane, Ben Gvir lo ha definito un uomo il cui punto di forza “era l’amore. L’amore per Israele senza compromessi, senza alcuna altra considerazione”. “Non è un segreto che oggi non sono il rabbino Kahane e non sostengo la deportazione di tutti gli arabi. – le parole di Ben Gvir, parte di un discorso che dovrebbe tenere in queste ore – E non promulgherò leggi per spiagge separate, anche se è certo che agiremo e faremo di tutto per espellere i terroristi dal Paese per il bene del carattere ebraico di Israele”. Parole che sui quotidiani vengono riportate con preoccupazione, mentre Ben Gvir si candida ad essere il ministro della Pubblica sicurezza del prossimo governo d’Israele. Nel paese, dopo cinque elezioni, si sono modificati gli equilibri con un maggioranza chiara conquistata dalla destra. Un nuovo assetto al centro di un approfondimento a più voci curato da Radio Radicale nel programma diretto da Francesco De Leo “Spazio Transnazionale“. Ad intervenire, il professore emerito dell’Università Ebraica di Gerusalemme Sergio Della Pergola, l’editorialista del Giornale Fiamma Nirenstein, lo storico Claudio Vercelli e il giornalista di Pagine Ebraiche Daniel Reichel.