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Israele, la sentenza della Corte suprema
“Deri non può fare il ministro”

Con il voto favorevole di dieci giudici su undici, la Corte suprema israeliana ha annullato la nomina del leader del partito haredi Shas Arye Deri a ministro del nuovo governo del Premier Benjamin Netanyahu. Lo ha fatto con una sentenza che parla di “estrema irragionevolezza” nella scelta di conferirgli il doppio incarico di ministro della Salute e degli Interni alla luce delle condanne penali a suo carico. I giudici hanno stabilito che il Premier Netanyahu dovrà rimuovere Deri dai suoi incarichi ministeriali. “Si tratta di una persona che è stata condannata tre volte per reati nel corso della sua vita, e che ha violato il suo dovere di servire lealmente e legalmente la collettività mentre ricopriva alte cariche pubbliche”, ha dichiarato Esther Hayut, presidente della Corte Suprema. Per poi aggiungere che il Premier Netanyahu non avrebbe dovuto ignorare “l’accumulo di gravi reati di corruzione” per cui è stato condannato il leader di Shas. “Avere Deri a capo di due dei più importanti ministeri del governo danneggia l’immagine e la reputazione del sistema legale del Paese e contraddice i principi di condotta etica e legalità”, la dura posizione di Hayut. Deri era stato condannato l’anno scorso per evasione fiscale. Per evitare la detenzione in carcere, aveva patteggiato, dimettendosi dalla Knesset e promettendo di ritirarsi dalla vita politica. Alle elezioni di novembre si è presentato alla guida di Shas, ottenendo undici seggi in parlamento. E ora il suo futuro politico è profondamente a rischio. Lui a inizio settimana, racconta l’emittente pubblica Kan, aveva fatto sapere che non si sarebbe dimesso anche in caso di bocciatura da parte della Corte suprema. “L’onere è sulle spalle di Netanyahu, deve risolvere questo problema”, aveva dichiarato in conversazioni private arrivate sui giornali. Subito dopo la decisione della Corte Suprema, Netanyahu si è recato a Gerusalemme per incontrarlo e discutere le prossime mosse. Secondo il canale israeliano di notizie N12, il Premier avrebbe dichiarato: “Quando mio fratello è in difficoltà, io gli sto vicino”.
Il sito ynet invece riporta il commento del leader di Shas alla sentenza: “Quando ci chiuderanno la porta, entreremo dalla finestra. Quando chiuderanno la finestra, sfonderemo il soffitto, con l’aiuto di Dio”. E aggiungendo di voler “continuare la rivoluzione iniziata dai nostri predecessori, con una devozione e un’energia ancora maggiori”.
A chiedere a Netanyahu di licenziare Deri dai due ministeri a lui attribuiti è stata in queste ore anche la procuratrice generale Gali Baharav-Miara. “Non può continuare a servire come ministro nel governo di Israele”, la posizione di Baharav-Miara, invitando Netanyahu ad “agire in linea con la sentenza legale e rimuoverlo dai suoi ruoli nel governo”.