Vittime nel mondo dell’odio antisemita,
l’impegno d’Israele per non dimenticare

Un impegno affinché Israele commemori ufficialmente le vittime degli attentati di matrice antisemita nel mondo. È l’iniziativa del governo di Gerusalemme che su spinta del ministro per gli Affari della Diaspora Amichai Chikli vuole promuovere la memoria di chi, al di fuori di Israele, è stato ucciso per il solo fatto di essere ebreo. “Recentemente, Lucy Dee e le sue due figlie, Rina e Maia, sono state uccise nella Valle del Giordano per un solo motivo: perché erano ebree e parte del popolo di Israele. Questa è anche l’unica ragione alla base dell’atroce e crudele assassinio di Sarah Halimi a Parigi e degli undici fedeli nella sinagoga di Pittsburgh, in Pennsylvania”, ha dichiarato Chikli, presentando la sua iniziativa. “Riconoscere le vittime dell’antisemitismo come parte di atti ostili è un passo importante e necessario, – ha proseguito – un passo che soddisfa l’impegno d’Israele ai sensi della Legge sullo Stato-Nazione, che dice che lo Stato deve agire per garantire la sicurezza del popolo ebraico”.
Secondo la proposta del ministro sarà istituito un comitato congiunto il cui scopo sarà quello di formulare entro quattro mesi raccomandazioni per la commemorazione degli ebrei uccisi a causa della loro identità in atti di antisemitismo compiuti al di fuori d’Israele. Il comitato sarà responsabile della definizione di criteri e misure per la commemorazione dei caduti, “compresa – scrive il Jerusalem Post – la definizione degli atti di ostilità a sfondo antisemita che si verificano nella Diaspora”. Inoltre, il comitato esaminerà il trattamento delle vittime non ebree negli eventi a sfondo antisemita.
Tra le iniziative previste vi è la creazione di un sito commemorativo e di un database accessibile con informazioni sulle vittime.