LETTERATURA – Addio a Sami Michael «gigante tra i giganti»
Era nato a Baghdad nel 1926 e aveva dovuto lasciarla nel 1948, emigrando prima in Iran e poi in Israele. Di sé diceva: «Sono un ebreo arabo». Sfumature e appartenenze multiple che sono anche la cifra dei libri scritti da Sami Michael nel corso di una vita lunga e appassionata. «Un gigante tra i giganti», l’ha definito il presidente d’Israele Isaac Herzog nel piangerne la scomparsa all’età di 97 anni. Undici romanzi, insieme ad alcuni saggi incentrati su aspetti culturali e politici e tre opere teatrali sono la sua eredità. Testi, tutti, «che hanno reso le nostre librerie più ricche».
Michael è stato un attivista per i diritti umani molto impegnato e apprezzato anche all’estero. «Per lui l’umanità era una e indivisibile. A prescindere da chi avesse di fronte, era una idea che affermava ogni volta con forza», racconta Shulim Vogelmann, l’editore di Giuntina, che ha tradotto in italiano quattro suoi romanzi.
La tromba nello uadi è il libro a partire dal quale è nata la loro collaborazione, diventata poi anche amicizia. «Ho scoperto che, molti anni dopo la sua uscita, era ancora letto nei licei israeliani. Un successo che ci ha spinto a proporlo anche al pubblico italiano», spiega l’editore. L’apprezzamento dei lettori è stato immediato: «La trama d’altronde è affascinante e incarna un messaggio di convivenza nella diversità, parlandoci di una storia d’amore che si sviluppa tra una giovane donna araba e un ebreo immigrato dalla Russia. Sami è sempre stato così: in ogni sua iniziativa, in ogni suo incontro, ha sempre cercato di piantare dei semi di pace». Alcuni anni fa Michael aveva svelato come in gioventù il Mossad avesse cercato di reclutarlo per alcune missioni. Dopo il suo rifiuto il servizio segreto aveva ingaggiato Eli Cohen, marito di sua sorella Nadia, che sarebbe diventato il più celebre agente d’Israele nel mondo arabo, poi assassinato dal regime siriano nel 1965.