DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 6 giugno 2024

Sulle pagine romane di Repubblica il presidente della Comunità ebraica Victor Fadlun rievoca il pogrom contro gli ebrei di Libia del 5 giugno 1967, da cui scaturì la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. «In Italia gli ebrei libici inizialmente furono accolti nei campi profughi, ma già dopo un anno in questi campi non viveva più nessuno», racconta Fadlun. «Dopo il trauma della cacciata, tutti avevano cominciato a lavorare e si stavano ricostruendo una vita nella loro nuova casa democratica e accogliente, l’Italia, rispettando il precetto religioso che ci insegnano i rabbini: per gli ebrei la legge dello Stato va rispettata e tenuta da conto, tanto quanto i precetti religiosi».

È diventata virale l’immagine della bandiera palestinese srotolata sulla facciata del Duomo di Milano da Stefano Apuzzo, candidato alle Europee con Avs. «La “sottomissione” è tutta lì», sostiene Daniele Capezzone su Libero, «in quell’immagine, in quella foto fatta per girare e diventare virale, per circolare sui forum fondamentalisti più ancora che sui media internazionali, per rendere realizzato e perfino “normalizzato” ciò che invece era e doveva rimanere un tabù». L’episodio è stato denunciato con queste parole dal presidente della Comunità ebraica cittadina Walker Meghnagi: «Si stanno impossessando dei nostri valori e sentimenti».

L’associazione Setteottobre ha organizzato per questa sera un dibattito al Teatro Franco Parenti di Milano, per portare “verità” sul conflitto israelo-palestinese. «Quello che vediamo è uno sforzo titanico della propaganda che prova a imporre la visione di una sola parte, quella di Hamas», dice il suo presidente Stefano Parisi al Corriere della Sera. »Per questo abbiamo chiamato tre bravissimi “combattenti” per affrontare con onestà un tema difficilissimo».

Il Foglio lancia la campagna “intifadanograzie”, rivolgendosi a chi ha responsabilità educative e formative: «Il messaggio è semplice: gli insegnanti, i ricercatori, gli accademici hanno il dovere di denunciare l’uso malsano che fanno delle università gli attivisti politici che sfruttano l’antisionismo per coprire il proprio lessico antisemita». Oltre a ciò, chiede il Foglio, «hanno il dovere di smascherare il giochino perverso con cui il sostegno alla causa dei palestinesi è diventato nel corso dei mesi una legittimazione nel migliore dei casi dell’antisemitismo e nel peggiore dei casi del terrorismo».

Momenti di tensione in occasione della “marcia delle bandiere” svoltasi ieri per le strade della Città Vecchia di Gerusalemme nel giorno di Yom Yerushalaim. «Migliaia quelle di Israele, centinaia quelle di Potere ebraico, il partito di Ben-Gvir», scrive tra gli altri Repubblica. «Avvistate diverse magliette gialle col volto di Meir Kahane, il rabbino che teorizzava la deportazione fuori da Israele di tutti i palestinesi. E per Israele intendeva dal mare al Giordano». Nir Hasson, giornalista di Haaretz, «è stato buttato a terra e preso a calci mentre cercava di proteggere un fotografo» (Corriere della Sera). Le violenze hanno portato all’intervento delle forze dell’ordine. Diciotto persone tra cui una in possesso di un coltello sono state arrestate, riporta il Giornale.

Si celebra oggi l’ottantesimo anniversario dallo Sbarco in Normandia. «La rovina tedesca fu il lievito dal quale fermentarono i progetti europeisti. In questo senso il D-Day può ritenersi anche l’evento fondante della nuova Europa», sottolinea lo storico Giovanni De Luna sulla Stampa.