FIRENZE – Fink: Clima crudele, non chiudiamo gli occhi

Squillavano le chiarine oggi al binario 16 della stazione Santa Maria Novella, da dove il 9 novembre del 1943 partirono i convogli piombati di ebrei diretti nei campi di sterminio nazisti. Degli oltre 300 deportati, soltanto 15 fecero ritorno.
«Non sono uno che ama usare la parola antisemitismo a sproposito», ha sottolineato il presidente della Comunità ebraica fiorentina Enrico Fink durante la commemorazione, con al fianco la sindaca della città Sara Funaro. «Ma non si può chiudere gli occhi di fronte a un clima difficile e crudele che sta tornando, a una retorica antisemita che risorge con virulenza, alle liste di proscrizione, agli agguati contro civili inermi». Un quadro inquietante in cui, a detta di Fink, si registra anche una diffusa indifferenza. «L’indifferenza non è un momento di afasia», ha ricordato. «L’indifferenza si costruisce con le bugie, con lo sminuire ciò che avviene, con la trasformazione e la giustificazione dell’ingiustizia».
Questa sera, alle 18, un nuovo appuntamento con il ricordo della deportazione. Nel piazzale della sinagoga si terrà l’iniziativa “Non c’è futuro senza memoria”, organizzata da Comunità ebraica e Comunità di Sant’Egidio.