ISRAELE – Operazione in Cisgiordania, sventato attentato contro Tsahal

Le forze di sicurezza israeliane e i servizi dello Shin Bet hanno sventato un piano terroristico palestinese per colpire con una bomba da 100 kg le truppe israeliane in Cisgiordania. Le informazioni sull’attacco sono state ottenute grazie all’interrogatorio di due membri di una cellula terroristica di Qabatiya. I due, riportano i media locali, avevano ricevuto l’ordigno dal Battaglione di Jenin e pianificavano di utilizzarlo contro le forze israeliane. Un raid a Qabatiya ha portato al sequestro della bomba e all’arresto di altri sospetti.
Questo episodio si inserisce nell’allargamento delle operazioni israeliane in Cisgiordania, che hanno raggiunto un’intensità senza precedenti dai tempi della Seconda intifada. Centro delle azioni delle forze di sicurezza sono i campi profughi di Jenin e Tulkarem, con il conseguente sfollamento di circa 40.000 persone. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che ai rifugiati per il momento non sarà permesso di tornare, mentre il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che l’operazione continuerà «finché sarà necessario».
L’analista militare Ron Ben Yishai, in un commento su Ynet, ha avvertito che l’approccio del governo rischia di ritorcersi contro Israele. «Un uso eccessivo di punizioni collettive non solo non fermerà il terrorismo, ma potrebbe addirittura aumentare la motivazione degli estremisti e portare a una nuova intifada», avverte Ben Yishai, sottolineando il rischio di una escalation incontrollabile se la pressione sulla popolazione civile non verrà bilanciata da operazioni di intelligence e sicurezza più mirate.

Nuovo scambio ostaggi-detenuti
Sul fronte Gaza invece, Israele ha raggiunto un accordo con Hamas per il rilascio delle salme di quattro ostaggi in cambio della scarcerazione di 602 detenuti palestinesi. Il 22 gennaio Gerusalemme ha bloccato il trasferimento dei detenuti palestinesi, citando le violazioni da parte del gruppo terroristico durante il trasferimento delle salme della famiglia Bibas e l’uso propagandistico delle cerimonie di rilascio degli ostaggi. L’accordo, mediato dall’Egitto, sarà attuato mercoledì o giovedì, riportano i media israeliani.
Rimane incerto il futuro del cessate il fuoco tra le parti: se Hamas non rilascerà altri ostaggi entro l’8 marzo, Israele ha avvertito che considererà la tregua terminata e riprenderà le operazioni militari su larga scala.