FIRENZE – Comunità ebraica inizia shivà per i Bibas

Tanti fiorentini si sono stretti alla Comunità ebraica, riunendosi in sinagoga per condividere un momento di riflessione e preghiera organizzato a poche ore dai funerali in Israele di Shiri, Kfir e Ariel Bibas. Ornavano il Tempio gremito di persone alcuni palloncini e fiori di colore arancione, come i capelli dei fratellini trucidati da Hamas e restituiti cadavere al padre Yarden insieme al corpo della madre. «Oggi la nostra Comunità è in lutto stretto e abbiamo pensato di aprire le nostre porte a chi, con sincerità, vuol venire qui per starci vicino, e prendersi addosso una parte di questo dolore», ha dichiarato il rabbino capo Gadi Piperno. Dolore e insieme consapevolezza perché «chi vuole credere nella cultura della vita, a prescindere dalla religione, dalla provenienza, dalle idee politiche, non può non vedere in questo strazio la negazione totale dell’umanità».
La Comunità ebraica fiorentina osserva da ieri la shivà, i sette giorni di lutto. «Non per obbligo, ma perché ce lo sentiamo dentro», ha precisato il rav, sottolineando come la terra che la mattina di mercoledì ha sepolto i Bibas e il giorno prima Oded Lifshitz, anche lui tornato cadavere da Gaza, non nasconde, ma fa al contrario «fiorire una verità, dura, straziante, dolorosa». È un messaggio che riguarda tutti, nessuno escluso. Per il rabbino capo di Firenze, «solo chi accetta questa verità che fiorisce dalla terra, solo chi si assume questo peso e questo dolore nel cuore, solo chi non rimane indifferente a questo scempio, potrà contribuire a portare più giustizia nel mondo». A fare gli onori di casa era stato il presidente della Comunità ebraica Enrico Fink, salutando le autorità presenti. Per l’amministrazione comunale c’erano due componenti della giunta, Caterina Biti e Letizia Perini, titolari rispettivamente dell’Urbanistica e delle Politiche giovanili, mentre la sindaca Sara Funaro ha inviato un messaggio. In sinagoga c’erano anche il presidente del Consiglio comunale, Cosimo Guccione, e Marco Carrai, console onorario d’Israele in Toscana.