SPORT – Venerdì la maratona di Gerusalemme: «Corriamo per la speranza»

A tredici anni un giovane ebreo diventa bar mitzvah, entrando nel mondo dei grandi attraverso un rito di passaggio. Anche la maratona di Gerusalemme ha affrontato lo scorso anno una prova di maturità, nella sua 13esima edizione: la più complessa da organizzare a livello emotivo per via della presenza in gara e sulle strade della capitale d’Israele di ex ostaggi, loro familiari, amici e gruppi di sostegno, soldati feriti.
Si annuncia dello stesso tenore la quattordicesima, al via venerdì mattina con partenza dall’esterno del Museo d’Israele e arrivo nel parco Sacher dopo 42 chilometri e 195 metri tra i più movimentati del circuito internazionale. Se l’anno scorso i partenti raggiunsero la cifra record di 40mila unità, quest’anno il dato dovrebbe attestarsi attorno ai 35mila podisti complessivi, in gara nella corsa principale e su varie distanze. Tra le quali gli 800 metri della Community Race nata alcuni anni fa su proposta di Shalva, centro locale di assistenza per l’infanzia con disabilità fisico-psichica.
«Per la comunità dei podisti, tutto passa attraverso le gambe. Vogliamo dimostrare che andiamo avanti a testa alta, perché non abbiamo altra scelta», ha spiegato al Jerusalem Post la responsabile del dipartimento sportivo della municipalità di Gerusalemme, Ariella Rajuan. «Corriamo per dare un messaggio di speranza a Israele, per i soldati a cui diciamo “grazie” ogni mattina, per i feriti e per gli ostaggi, affinché possano tornare a casa sani e salvi al più presto». La corsa si svolgerà quasi tutta nei quartieri moderni fatta eccezione per un passaggio di alcune centinaia di metri nella Città Vecchia, tra le porte di Giaffa e Sion. «Correremo attraverso il cuore di Gerusalemme per dichiarare che questa città rappresenta l’intero paese», ha dichiarato Rajuan. Secondo la dirigente dell’amministrazione comunale, non esiste città al mondo con l’eterogeneità di Gerusalemme. La sua conclusione è che «la convivenza è possibile e con questo senso di unità andiamo avanti».
a.s.