APPUNTAMENTI – 16 ottobre, parlano i testimoni
Emanuele Di Porto, Gabriele Sonnino, Mario Mieli e Vittorio Polacco erano tutti e quattro bambini quando, il 16 ottobre del 1943, scamparono al rastrellamento nazifascista degli ebrei romani. Bambini ieri e testimoni oggi, per non dimenticare quel “sabato nero” e chi offrì loro soccorso. Lo studioso contemporaneista di ebraismo Marco Cavallarin e l’illustratore Gianni Carino propongono i loro racconti in una graphic novel, Scampati alla razzia (ed. Biblion). L’opera sarà presentata mercoledì 2 aprile alle 11 al Centro Ebraico Il Pitigliani di Roma, con l’intervento dei testimoni e dello storico Marco Caviglia della Fondazione Museo della Shoah.
«È la storia di quattro bambini che si salvarono grazie all’aiuto di persone generose, cristiani ed ebrei» racconta Cavallarin. «Ci fu chi, come Gabriele Sonnino, si salvò perché la madre lo scaraventò giù dal camion e una signora lo raccolse nei pressi, restituendolo poi alla famiglia all’altezza dei giardinetti di via Arenula. Chi, come Emanuele Di Porto, fu scarrozzato per giorni dai tranvieri di Roma. E ancora chi, come Vittorio Polacco e Mario Mieli, si salvò grazie alla prontezza d’animo di Arminio Wachsberger, l’interprete, che disse loro che quei due bambini non erano ebrei».
Storie di salvezza e, aggiunge Cavallarin, storie di vita «che vince contro la morte, perché nel frattempo quei quattro bambini sono diventati padri, nonni e bisnonni».
A ripercorrerne la vicenda la struttura narrativa predisposta da Cavallarin e il tratto delicato di Carino, già sceneggiatore per Sergio Staino e Ro Marcenaro. Porta la sua firma il graphic novel Una scelta per la vita, traslazione illustrata dell’intervento tenuto nel 2020 da Liliana Segre nella cittadella della pace di Rondine (AR).
a.s.