OSTAGGI – I gemelli Gali e Ziv Berman

Fino al 7 ottobre 2023, i gemelli Gali e Ziv Berman erano inseparabili. Nati e cresciuti nel kibbutz Kfar Aza, hanno condiviso tutto: lo studio, il lavoro, il divertimento, la vita.
Ziv, racconta la famiglia, è quello con il gusto per lo shopping, appassionato di calcio e scarpe firmate, sempre pronto a fare scherzi. Gali è il più intraprendente con la dote di saper aggiustare qualsiasi cosa. Come il fratello, è sempre sorridente e pronto ad aiutare. Il suo saluto prolungato “Shalooom” è diventato proverbiale tra amici e colleghi. Entrambi lavorano per la Sincopa 2002, una società di servizi audio-luci con sede nel kibbutz, organizzando i propri turni per aiutare la madre Talia a prendersi cura del padre Doron, malato di Parkinson.
La sera di venerdì 6 ottobre 2023 si sono ritrovati per la cena di Shabbat nel kibbutz. «Zivi mi aveva mandato delle ricette da Instagram che voleva provare. Gali voleva andare al festival Nova, ma poi ha rinunciato. Non so se sia stato un bene o un male».
La mattina dopo, Kfar Aza, come tutto il sud d’Israele, si è svegliata tra gli allarmi antimissile. Talia ha cercato di contattare i due fratelli. «Ho chiamato Ziv. Era ancora assonnato. Gli ho chiesto: “Hai chiuso la finestra della stanza di sicurezza?” Mi ha risposto che sentiva odore di fumo, che c’erano terroristi nel quartiere. Poi Gali ha aggiunto che Emily, la nostra vicina, era sola e impaurita. Ha insistito per andare da lei».
Nonostante le richieste di Talia di restare in casa, Gali ha raggiunto l’abitazione accanto. Poco dopo, i due fratelli hanno inviato un selfie con Emily dalla stanza antimissile. È stato l’ultimo contatto. Gali, Ziv e l’amica Emily sono stati rapiti e portati a Gaza. Da allora sono passati 543 giorni. Emily è stata liberata a gennaio, i gemelli sono ancora ostaggio.
Le informazioni sulla loro prigionia sono poche. Alcuni ostaggi liberati hanno riferito di averli visti, ma mai insieme. «Ci hanno spiegato che sono stati separati. Per noi è molto duro immaginare che non possano stare l’uno accanto all’altro», ha confidato Talia al sito ynet.
Le case dei Berman a Kfar Aza sono state distrutte il 7 ottobre. Nel centrale kibbutz di Beit Guvrin la madre ha iniziato a costruire una nuova abitazione, con due appartamenti comunicanti per i figli. «Fin da piccoli, anche se li mettevano in classi diverse, trovavano ogni volta un modo per stare insieme. Per questo mi sono assicurato che le loro nuove case fossero collegate. Quando torneranno, potranno sempre ritrovarsi e sostenersi a vicenda».
Per Talia ogni gesto, ogni oggetto ricorda subito i gemelli. «Se faccio una torta all’arancia, penso a Ziv. Se preparo un krembo, è Gali. Sono ovunque, ogni giorno».
L’idea che siano tenuti separati, in una situazione così drammatica, resta una delle ferite più profonde per la famiglia. «Spero che quando li riporteranno indietro, possano stare nella stessa stanza d’ospedale. Non voglio correre da uno all’altro. Voglio cucinare per loro, farli tornare a respirare insieme», ha spiegato Talia.
La speranza, ha concluso, è una scelta obbligata. «Non ho altra opzione che sperare. Devo continuare a essere madre, nonna, compagna. Non posso permettermi di crollare. E continuo a immaginare quel momento: quando torneranno». A febbraio alcuni ostaggi appena liberati hanno raccontato di aver visto i fratelli separati, ma vivi. Poco si sa delle loro condizioni.
Il fratello maggiore di Ziv e Gali, Liran da mesi viaggia in tutto il mondo per raccogliere sostegno e solidarietà per il destino dei gemelli e degli altri ostaggi. Nel primo anniversario del 7 ottobre è stato ospite della Comunità ebraica di Milano. «Dal loro rapimento, il mio unico obiettivo è riportarli a casa, assieme a tutti gli ostaggi. Sono loro i protagonisti, sono loro gli eroi che da oltre un anno resistono nei tunnel di Gaza». aveva spiegato Liram, con gli occhi rossi. «Non mi fermerò fino a quando mia madre non bacerà di nuovo Gali e Ziv. Finché i miei figli non torneranno a giocare con i loro zii. Finché non li riabbraccerò». Sei mesi dopo quell’anniversario, i gemelli sono ancora nelle mani dei terroristi di Hamas.

d.r.

(Foto Forum delle famiglie degli ostaggi)