PALERMO – Il ricordo di Mario Ovazza, «un tecnico prestato alla politica»

A cinquant’anni dalla morte il Centro Pio La Torre ha ricordato a Palermo in un convegno la figura di Mario Ovazza (1897-1974), più volte deputato regionale e promotore di una politica agricola “illuminata” per la Sicilia del Dopoguerra. Nato e cresciuto in una famiglia ebraica d’origine torinese, discendente dal lato materno di Cesare Lombroso, fu l’ideatore dei primi impianti idroelettrici in funzione nell’isola.
Il convegno era incentrato sul tema “L’acqua in Sicilia tra crisi e sviluppo” e ha ripercorso la biografia di quello che è stato definito «un tecnico prestato alla politica», per quattro legislature protagonista sugli scranni dell’Assemblea regionale nelle file del Pci. Durante l’iniziativa si è parlato anche del contesto ebraico in cui crebbe e di come, con la promulgazione delle leggi razziste nel 1938, fu radiato dall’albo degli ingegneri e messo nelle condizioni di non esercitare. La sua nuova vita sarebbe iniziata solo con il crollo del regime, ha spiegato nella sua relazione Alessandro Hoffman dell’Istituto siciliano di Studi ebraici. Da quel momento Ovazza, avvicinatosi nel frattempo alla sinistra, avrebbe iniziato il suo impegno pubblico e contribuito alla ricostruzione con idee ed energie. È stato un grande siciliano, ha detto Hoffman. Eppure, «la Sicilia lo ha dimenticato».

a.s.