GAZA – Recuperata la salma dell’ostaggio Ilan Weiss

Due nuovi centri per la distribuzione di aiuti umanitari in via di completamento

La salma dell’ostaggio Ilan Weiss, 56 anni, è stata recuperata dall’esercito a Gaza e riportata in Israele. Ucciso la mattina del 7 ottobre 2023 durante l’attacco di Hamas al kibbutz Be’eri e portato a Gaza, il suo corpo è stato identificato presso l’Istituto di medicina legale di Abu Kabir. «I nostri cuori sono con la famiglia oggi. Nonostante il dolore e la sofferenza, il suo ritorno offre un po’ di conforto dopo 692 giorni di attesa in un incubo di incertezza», ha commentato il Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi.
Il recupero della salma di Weiss rappresenta «un momento di profondo dolore ma anche di chiusura», ha commentato il presidente d’Israele Isaac Herzog, sottolineando il coraggio dimostrato dal 56enne di Be’eri nell’affrontare i terroristi il 7 ottobre. Herzog ha definito le atrocità commesse da Hamas «crimini contro l’umanità». Il mondo, ha aggiunto, «deve mostrare chiarezza morale, esercitare pressione e agire per l’immediato rilascio di tutti gli ostaggi». Israele, la promessa del presidente, «non si fermerà finché ogni rapito non sarà riportato a casa: i vivi all’abbraccio delle famiglie, i caduti per ricevere degna sepoltura». Una seconda salma è stata recuperata ed è in corso l’identificazione.
Punto di riferimento per amici e compagni di Be’eri, dove si era trasferito nel 1992, lì Weiss aveva incontrato Shiri, che era diventata sua moglie. Figlio di un sopravvissuto alla Shoah e rimasto senza madre adottiva, nel kibbutz aveva trovato la famiglia che gli era mancata. Con Shiri aveva cresciuto tre figlie – Meital, Maayan e Noga. «Ci sentivamo libere di chiedergli qualunque cosa», ha ricordato Meital in un’intervista ad Haaretz.
La mattina del 7 ottobre 2023 Weiss era uscito di casa per aprire l’armeria e rifornire i compagni della squadra di emergenza. I terroristi di Hamas lo avevano sorpreso, ucciso e trascinato a Gaza. Nello stesso momento avevano fatto irruzione nella sua abitazione, sequestrando la moglie Shiri e la figlia Noga, 18 anni. La giovane, nascosta sotto il letto, era riuscita ad avvisare le sorelle prima di essere scoperta e catturata. Madre e figlia hanno trascorso cinquanta giorni di prigionia prima di essere liberate nello scambio di ostaggi del novembre 2023.
Cordoglio alla famiglia Weiss è stato espresso anche dal primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha ringraziato le forze di sicurezza per la loro «determinazione e coraggio» nel riportare a casa la salma. Ora a Gaza restano 49 ostaggi, di cui 20 ritenuti in vita.
E nell’enclave prosegue il flusso degli aiuti umanitari. Nelle ultime settimane le Idf, insieme a partner internazionali, hanno istituito centri di distribuzione alimentare nel sud della Striscia. Due nuove strutture sono in fase di completamento e porteranno a cinque il numero complessivo. Dalla fine di maggio sono stati consegnati oltre 2,3 milioni di pacchi alimentari settimanali. «Israele continuerà a favorire il flusso di aiuti alla popolazione civile, impedendo al tempo stesso che finiscano nelle mani di Hamas», ha dichiarato il Cogat.
La pausa tattica è stata sospesa per quanto riguarda la città di Gaza, definita dall’esercito «zona di combattimento pericolosa». I portavoce di Tsahal sottolineano che le interruzioni temporanee delle operazioni militari resteranno in vigore nelle altre aree della Striscia per garantire la distribuzione degli aiuti, mentre a Gaza City si prepara l’offensiva contro Hamas.