TRIESTE – Comunità ebraica contro premio ad Albanese
Stupore e profondo rammarico. Sono i sentimenti espressi dalla Comunità ebraica di Trieste in una lettera aperta inviata a Daniela Schifani Corfini Luchetta, vedova del giornalista Marco Luchetta, rimasto ucciso nel 1994 insieme ai colleghi Alessandro Saša Ota e Dario D’Angelo mentre era in servizio per la Rai a Mostar.
A spingere il presidente della Comunità ebraica Alessandro Salonichio e il rabbino capo della città Alexander Meloni a intervenire è stata la decisione di conferire il Premio speciale della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin (di cui la vedova Lucchetta è presidente) alla special rapporteur dell’Onu Francesca Albanese.
«State premiando una donna che diffonde falsità, incita all’odio e soprattutto si fa portavoce della difesa dei terroristi di Hamas», si legge nella lettera aperta, rilanciata dal quotidiano triestino Il Piccolo. Per Salonichio e Meloni, «il palese antisionismo della signora Albanese non è che la foglia di fico dietro la quale si cela un profondo antisemitismo» e assegnarle tale premio «significa premiare la malafede, l’incitamento all’odio e l’antisemitismo».
La fondazione ha deciso di premiare Albanese «per aver da subito denunciato che quanto stava accadendo a Gaza e in Cisgiordania si configurava come un crimine di genocidio». Il riconoscimento le sarà assegnato il prossimo 21 novembre. «Non potevamo restare in silenzio», spiega Salonichio a Pagine Ebraiche.
(Nell’immagine: il presidente della Comunità ebraica triestina Alessandro Salonichio)