ROMA – Viale del Parco della Resistenza intitolato a Enzo Sereni
Il 18 novembre del 1944, i nazisti assassinavano a Dachau l’antifascista e leader sionista Enzo Sereni. Paracadutatosi in maggio in Italia nel quadro di una missione di solidarietà alle popolazioni ebraiche braccate, era stato catturato poco dopo l’impatto in territorio toscano, incarcerato e sottoposto a torture. Per poi trovare la morte sei mesi dopo nel campo di concentramento nazista vicino Monaco di Baviera. Finì quel giorno l’eroica vita dell’ebreo romano Sereni, esponente di una delle famiglie più in vista della capitale, figlio del medico del re, emigrato con la moglie Ada Ascarelli nell’allora Palestina mandataria nel 1927.
Nell’81esimo anniversario del suo assassinio, Roma, la sua città, ha deciso di onorarne la memoria intitolandogli un viale nel Parco della Resistenza dell’8 settembre, a Porta San Paolo. «Viviamo in un momento molto difficile, in cui il pregiudizio antiebraico ha preso molte forme. Possiamo fronteggiarlo costruendo ponti e relazioni ovunque sia possibile», ha dichiarato lo psicoanalista e docente universitario David Meghnagi. «Questo è il tempo di recuperare la visione di Enzo Sereni: per questo paese e per quello in cui ha scelto di vivere». Meghnagi, che ha proposto il riconoscimento, ha ricordato la visione del sionismo per Sereni quale progetto di rigenerazione collettiva, una rigenerazione intesa in senso cosmopolita «che non implicava il rigetto dell’altro» e in questo senso la sua «visione lucida» nei rapporti con il mondo arabo. «Il parco della resistenza ci restituisce luogo consono per ricordarlo», ha affermato Anna Sereni, nipote di Enzo, che ha espresso «il ringraziamento molto sentito» della famiglia a tutti coloro che si sono spesi per questo risultato e l’amministrazione comunale che ha accolto l’istanza. Per Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, l’intitolazione è «un atto dovuto» e la «troppo breve biografia» di Sereni un patrimonio collettivo. Sulla stessa lunghezza d’onda la vicepresidente del Municipio Roma I, Alessandra Sermoneta, che ha aperto la cerimonia. Erano tra gli altri presenti l’ambasciatore israeliano, Jonathan Peled, il rabbino capo della città, Riccardo Di Segni, il vicepresidente della Comunità ebraica romana, Alessandro Luzon, l’assessore Ucei alla Comunicazione, Davide Jona Falco.
a.s.