ROMA – Tre monete, un messaggio comune
La Basilica di San Pietro, il Tempio Maggiore, la Grande Moschea. Sono i tre edifici religiosi romani impressi nel trittico di monete d’argento “Le tre religioni monoteiste sotto il cielo di Roma” emesso dal ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
“In Abramo tre fedi una visione”, la scritta impressa sul bordo di ciascuna moneta del trittico, presentato mercoledì mattina nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio con l’intervento tra gli altri del sindaco Roberto Gualtieri, dell’arcivescovo Vincenzo Paglia, del rabbino capo Riccardo Di Segni e dell’imam Nader Akkad.
«Oggi rinnoviamo un messaggio comune di amicizia e fratellanza, valorizzando la funzione del dialogo interreligioso per la comprensione di una radice comune», ha dichiarato in apertura di cerimonia il sindaco, sottolineando il richiamo al Campidoglio nel rovescio comune: un cielo stellato evocante il sogno di Abramo, patriarca delle tre fedi, mentre tre cerchi concentrici si uniscono nel tracciato michelangiolesco della piazza. Le monete, in argento, sono acquistabili solo nel formato del trittico. «Una scelta non di marketing, ma in linea con l’idea che sottintende l’iniziativa», ha spiegato Paolo Perrone, il presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano. «È stato un lavoro congiunto, svolto in tre. Insieme abbiamo scelto l’immagine dei luoghi di culto e di descrivere l’unità nel retrofacciata», ha affermato monsignor Paglia, presidente emerito della Pontificia accademia per la vita. «Oggi celebriamo non soltanto l’emissione di tre splendide monete, ma la materializzazione di un sogno, il sogno di Abramo», ha sottolineato Akkad, imam della Grande Moschea. «È un segnale grafico aperto a tutti: si può stare insieme, si deve stare insieme», ha detto in conclusione di cerimonia Di Segni. Nel suo intervento il rabbino capo si è soffermato sul significato della parola convivenza, termine che può prestarsi a equivoci perché per secoli a Roma la convivenza «è stata basata su segregazione e negazione dei diritti». L’impegno deve essere invece rivolto a costruire una convivenza «nel segno del rispetto, del riconoscimento della differenza, del riconoscimento della sua dignità».
In un videomessaggio Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia e delle Finanze, ha rilevato come quello attuale non sia un momento facile «per parlare di dialogo e pace». Ma proprio per questo siano necessarie «risposte civili e culturali» come quella sviluppata coralmente attorno a questo progetto.
a.s.