CHANUKKAH – Noemi Di Segni: «Che la luce illumini le menti»

Ci avviamo alla celebrazione di Chanukkah, la Festa delle Luci dell’anno ebraico 5786, e il primo pensiero che ci viene da condividere con chi salutiamo riflette lo sforzo di festeggiare e la speranza di ritorno a una vita senza guerra. In serenità. È vero, usare la parola “pace” è ancora molto difficile. Un anno fa pregavamo per il rilascio di 98 ostaggi, in questi ultimi mesi li abbiamo potuti abbracciare, abbiamo potuto offrire loro il nostro conforto, omaggiare con lacrime soffocate il passaggio delle salme rientrate. Ancora un giorno, una settimana, un mese, un anno. Ma uniti con le famiglie. Adesso attendiamo il rientro dell’ultima salma da un buio che ancora avvolge il decoro di Ran Gvili.
A Chanukkah, festeggiamenti e luci rappresentano il recupero della libertà di praticare la fede ebraica. Non è solo la memoria tramandata di quanto avvenuto oltre duemila anni fa sulle colline di Modiin e Gerusalemme, ma è un percorso che attraversa secoli di vissuto ebraico in tutta la diaspora. Limitazioni, concessioni, tutele, costituzioni che hanno accordato o riconosciuto diritti e libertà, nell’Italia medievale, rinascimentale, dei Comuni, del Risorgimento e dell’Unità, del fascismo e del dopoguerra. E ancora oggi ci troviamo ad affrontare un isolamento generato dalle minacce e dalla diffidenza, dalle distorsioni e da pregiudizi che riemergono e si ridefiniscono con stili e grafica “aggiornata”.
Arriviamo a questo Chanukkah con il dibattito su come una norma di legge debba affrontare il fenomeno dell’antisemitismo come si è palesato in Italia e libertà religiose e personali che davamo per scontate non lo sono affatto. Alla vigilia di questo nuovo appuntamento cosi atteso specialmente dai più piccini, il nostro auspicio è di poter illuminare ancora le menti e portare capacità di ragionare e ascoltare anche per chi ha scelto di spegnere la luce della ragione. Che sia un percorso che somma speranze di generazioni, di raggruppamenti e popoli, che illumini un primo filo sull’orizzonte di accordi nel Medioriente. Auspicio che questo raggio di luce arrivi anche qui dove il buio è ancora molto pesto. Che siano i giovani e giovanissimi volenterosi che abbiamo incontrato in questi mesi ad illuminarci con il loro coraggioso esempio… e, last but not least, un augurio per tutti coloro che dal primo giorno di Chanukkah si avvieranno come membri nel nuovo Consiglio Ucei.
Shabbat shalom e Chanukkah sameach a voi tutti e alle vostre comunità e famiglie.

Noemi Di Segni, presidente Ucei