FIRENZE – Restauro lapide deportati, una targa per la Memoria

«La Shoah non inizia con Auschwitz, ma con la disumanizzazione del linguaggio». È uno degli insegnamenti trasmessi da Manuela Paggi Sadun, animatice dell’Amicizia ebraico-cristiana di Firenze e grande protagonista del Dialogo interreligioso, scomparsa nel 2011.
In sua memoria e in memoria del marito Aldo Paggi, le famiglie Sadun e Paggi hanno sostenuto il restauro della lapide in ricordo degli ebrei fiorentini assassinati nella Shoah, collocata all’esterno della sinagoga dal 1951. A celebrare l’atto lo svelamento, domenica mattina, di una targa con la partecipazione tra gli altri del presidente della Comunità ebraica Enrico Fink, del rabbino capo Gadi Piperno e di alcuni familiari. Nell’occasione il rabbino ha recitato due volte “El Male Rahamim” (Dio Misericordioso), canto di preghiera solitamente intonato in ricordo di persone che hanno subito una morte violenta: la prima volta per le vittime della Shoah, la seconda per quelle dell’attacco antisemita di Sidney. Numerose le persone presenti anche alla sera alla cerimonia di accensione del primo lume della Chanukkiah.