MILANO AL VOTO – Vince la lista Beyahad, Walker Meghnagi confermato presidente: «Riconosciuto il lavoro svolto»
Walker Meghnagi sarà presidente della Comunità ebraica di Milano per i prossimi quattro anni e per il secondo mandato consecutivo. La sua lista Beyahad – Insieme si è affermata alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunitario, ottenendo la nomina di dieci Consiglieri su 17. «È una grande soddisfazione per tutta la mia lista e personale: ho ottenuto il maggior numero di preferenze (968), segnale che il lavoro svolto nel precedente mandato è stato riconosciuto e che il mio ruolo è stato considerato fondamentale», afferma Meghnagi.
Nella corsa a due tra Beyahad e la lista Atid, guidata dal candidato presidente Massimiliano Tedeschi, la prima ha raccolto 9576 voti (59,77% dei voti) contro i 6446 della seconda (40,23%), con un’affluenza alle urne pari al 44 per cento degli aventi diritto.
Per Beyahad risultano eletti, oltre a Walker Meghnagi (968 preferenze), Dalia Gubbay (701), Luciano Bassani (695), Silvio Tedeschi (663), David Fiorentini (651), Maurizio Salom (623), Ruben Pescara (600), Samuel Deil (581), Sharon Zarfati (560) ed Emanuela Alcalay (551).
Per Atid entrano in Consiglio Simone Mortara (613 preferenze), Massimiliano “Maxi” Tedeschi (589), Gad Lazarov (565), Betti Guetta (537), Deborah Segre (504), Leone Gherardo Albert Hassan (502) e Silvia Levis (446).
Nelle prime dichiarazioni dopo il voto, Meghnagi ha indicato le priorità del nuovo mandato. «La sicurezza resta la prerogativa numero uno ed è sempre stata in prima fila. Negli ultimi anni l’abbiamo migliorata sia all’interno sia all’esterno della Comunità. Il rapporto con le forze dell’ordine, dal questore al prefetto, fino alla Digos, è determinante ed eccezionale: sono presenti in ogni occasione». Accanto alla sicurezza, il presidente rieletto ha richiamato altri punti centrali per il suo nuovo mandato: «I giovani, la scuola e il lavoro per riavvicinare le persone che da anni non sono più iscritte alla Comunità. Sono questi gli obiettivi su cui voglio concentrarmi».
Meghnagi sottolinea poi il valore della squadra che lo affiancherà nel nuovo Consiglio. «Ho un Consiglio molto bello, fatto di persone straordinarie. Sono orgoglioso di lavorare con loro».
Commentando l’esito del voto, Tedeschi riconosce la scelta espressa dagli elettori: «Fino all’ultimo ce l’abbiamo messa tutta per portare il nostro contributo e una visione diversa. Il risultato dice però con chiarezza che c’è stata una scelta netta da parte di chi ha votato: è stata confermata la linea proposta da Meghnagi. È una vittoria chiara di una certa impostazione, su questo non ci sono dubbi». Per Tedeschi il 40 per cento dei consensi, «per una formazione nuova, non è un dato marginale. Dimostra che una parte importante della Comunità ha creduto nella nostra proposta. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che sul piano elettorale non siamo riusciti fino in fondo a raggiungere uno degli obiettivi che ci eravamo posti: il riavvicinamento di quell’elettorato che negli anni si è allontanato dalla Comunità. La disaffezione resta».
Sul confronto in campagna elettorale con l’altra lista si sofferma Meghnagi: «Io non ho mai fatto una campagna elettorale d’attacco, non ho mai personalizzato lo scontro; d’altra parte invece è stato fatto. Vedremo con Beyahad come lavorare con la lista di minoranza». Poi il discorso si sposta sulla politica nazionale e il presidente afferma: «Noi guardiamo a chi ci ascolta, a chi ci difende e a chi dimostra attenzione concreta verso le esigenze della Comunità ebraica. In questo momento il rapporto più costante è con le forze di destra, che hanno mostrato una maggiore disponibilità all’ascolto. Allo stesso tempo continuo a ritenere fondamentale il dialogo con tutti: per questo ho invitato anche i leader della sinistra, Elly Schlein e Giuseppe Conte, a venire a Milano, a incontrare la Comunità e a sedersi a un tavolo di confronto. Il dialogo istituzionale, per essere tale, richiede presenza e ascolto diretto, non solo messaggi formali».
Daniel Reichel