TERRORISMO – La rete di Hamas smantellata, la reazione del mondo ebraico
Da tempo le istituzioni ebraiche mettono in guardia contro la penetrazione del radicalismo islamico nelle società democratiche, Italia inclusa, attraverso il “travestimento” dell’odio in solidarietà. «Mesi e mesi di indagini esperte alla fine gettano luce di verità sui finanziamenti raccolti facendo leva sui sentimenti di pietà (…) e che invece sono stati abilmente abusati», rileva in una nota Noemi Di Segni, la presidente Ucei, commentando gli arresti collegati alla sospetta rete di Hamas in Italia sotto la guida di Mohammad Hannoun ed esprimendo gratitudine alle forze dell’ordine e alla magistratura «per il loro instancabile impegno». «Non c’è più alibi per chi usa ipocritamente l’arma umanitaria come copertura di attività terroristiche», ha dichiarato su X il presidente degli ebrei romani Victor Fadlun, per il quale «è arrivato il momento che tutti riconoscano come senza i flussi milionari dall’estero non ci sarebbero stati il 7 ottobre e la guerra a Gaza». «Le forze dell’ordine italiane hanno smantellato una rete di Hamas attiva da molti anni in Italia», ha affermato l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled, unendosi ai ringraziamenti verso chi ha agito, dal governo agli apparati di sicurezza, «per l’importante lavoro svolto contro l’infiltrazione di elementi islamici radicali». «Sono anni che denunciamo la vicinanza di Hannoun ad Hamas sulla base di fonti aperte: eventi, interviste, comunicati e notizie di stampa», ha dichiarato da Milano il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano. «Denunciamo questa deriva da anni, inascoltati da spezzoni del PD, del M5S e di AVS».